lunedì 14 aprile 2008

Barche al Sole

Il traghetto tra la penisola di O Morrazo e la città di Vigo collega ogni giorno 2.200 vicini di Cangas e Moaña che si recano a Vigo per lavoro, studio o per fare consulte agli ospedali, con un costo di 2,10€ il viaggio, ma oggi questo mezzo di trasporto è minacciato dal calo degli usuari e anche dalla direttiva dell'UE che obbliga la sua liberazione.
I traghettamenti tra le sponde della ria erano normali fino agli '80, ma con lo sviluppo delle vie stradali si sono dimessi come quello tra Riveira e Vilagarcia scomparso a causa della costruzione del Ponte di Catoira che guada la ria d'Arousa. Allo stesso modo la costruzione del ponte di Rande 28 anni fa, la recente assenza di pedaglio nel tratto dell'autopista tra Cangas e Vigo, la cosidetta direttiva, il costante aumento del carburante fanno veri colpi al sistema di flottazione dell'ultimo traghetto che persiste di forma regulare nella Galizia atlantica. L'unica ditta che sfrutta queste linee marittime *Naviera Mar de Ons* le considera giá deficitarie sostentate solo dai traghetti che fanno le rotte turistiche all'isole Cíes e se ci arrivano le nuove nove compagnie che sono in attesa questo servizio di spostamento che l'anno scorso ha imbarcato quasi 87 mila viaggiatori sarà, quindi in rischio.
Già nel 1745 il prete Sarmiento fecce referenza su uno dei suoi libri dell'esistenza d'un molo di legno nel luogo *O Con* (Moaña) e che avevano 14 rotte fisse lungo la ria di Vigo fatte da barche a vela e remo.

sabato 12 aprile 2008

Gerghi dimenticati

Un tempo fa ogni mestiere ambulante e tradizionale della Galizia aveva la propria parlata (gz.:fala), cioé una lingua specifica con termini propri in ogni mestieri come: gli affilatori (gz.:afiador), i panierai e gli scalpellatori di granito (g.:canteiros), purtroppo la maggior parte dei mestieri e i professionisti che svolgono queste attività, custodi del gergo (gz.:xerga), si sono persi nel tempo nonostante certe espressioni seguono ancora vive in certe zone della Galizia sebbene vengono usate per sprimere idee diverse da quei linguaggi.
Pur essendo quasi svaniti ancora: il gergo *Barallete* è usato dagli affilatori e ombrellai nella provincia di Ourense e lo si puó ascoltare nel comune di Nogueira da Ramuín; il *Latín dos Chafouzas* viene usato dai muratori di Goián; il *Latín dos gardeiros* proprio dei panierai di Mondariz; o la parlata *Verbo dos Arxinas* conosciuta come *O Latín dos Canteiros* proveniente della Provincia di Pontevedra, ma alcuni altri si sono spariti col passare del tempo o comunque hanno mutato lasciando perdere la condizione e carattere che faceva necessaria l'esistenza del gergo.
I gerghi dei mestieri erano usati con lo solo scopo di nascondere o celare i messaggi tra loro alla gente altrui all'attività e alla loro vita, nati nel seno degli ambulanti lontani dalla loro casa, con la necessità di comunicarsi in libertà tra loro, queste parlate diedero un certo ceto sociale ai suoi parlanti.

giovedì 10 aprile 2008

Pieghevole (leaflet) VIII: Museo Gallego da Marioneta

Il *Museo Gallego de la Marioneta* meglio conosciuto da *Museo do Títere* é situato nella città di Lalín innaugurato a Ottobre 2001 grazie alla collaborazione della compagnia di burattini *Viravolta* col comune. Viravolta insieme alla compagnia di marionette *Seisdedos* nate nella comarca del Deza sono l'organizzatrici di corsi vari per i professionisti quanto per i maestri di scuola e sono anche l'incaricate di gestire questo spazio dove prendono l'occasione per mostrarci le quinte e l'arte di muovere i fili attraverso una collezione permanente formata da oltre 300 oggetti tra burattini e pupazzi con cui intende promuovere il godersi della mimica di questi omini fatti di legno e cartapesta, inoltre il museo rinnuova ogni anno il suo fondo con nuovi libri, libretti, video, riviste, locandine e cartelloni e altri attrezzi di quest'arte. Il Museo ha anche in programma delle sceneggiature come: *Titirientroido*, *Titirideza* y *Cantos y Cuentos de la Navidad* per trastullare le giornate insieme ai veri piccoli.
Gli inizi di questo museo risalgono all'anno 1998 quando al Museo *Ramón María Aller* si allestì un'esposizione commemorativa per celebrare il 15essimo anniversario della prima messa in scena della compagnia *Viravolta*.

Di seguito vi indico altri musei del genere della Spagna e l'Italia:
SPAGNA:
Bilboko Txotxongilo Dokumentazio-Bilduma Zentrua Calle Barrainkua, 5 - 48009 BILBAO http://www.pantzerki.com/

Colección Taraneya de Títeres del Sudeste Asiático Plaza La Litera, 20 - 22500 BINÉFAR (Huesca)http://es.geocities.com/taraneya
Institut del Teatre de la Diputación de Barcelona Almogavers, 177 - 08018 BARCELONAhttp://www.diba.es/iteatre
Marionetarium (Marionetas de Herta Frankel) Parc d'Atraccions - Plaça del Tibidado, 3i 4 - 08035 BARCELONAhttp://www.marionetarium.com/
MITA - Museu Internacional del Titelles d'Albaida Palau dels Marquesos d'Albaida - Plaza Major, 7 - 46860 ALBAIDAhttp://www.albaida.org/mita/mita.htm

ITALIA:
Agrigentum Istituto Ricerche Studi Arte Popolare Piazza Amagione, 9 - 92100 AGRIGENTO (AG) http://www.irsap-agrigentum.it/index.html

Biblioteca e Raccolta Teatrale del Burcardo della S.I.A.E Via del Sudario, 44 - 00186 ROMA (RM) http://www.theatrelibrary.org/

La Casa delle Marionette Via Casalborgone, 16 - 10132 TORINO (TO) http://www.marionettegrilli.com/museo.htm

Collezione di Giordano Ferrari - Il Castello dei BurattiniMusei Civici di San Paolo - Via Melloni, 3/a - 43100 PARMAhttp://www.comune.parma.it/castellodeiburattini

Fondazione Famiglia Sarzi Via Chiesa Vecchia, Pieve Rossa, 24 - 42011 BAGNOLO IN PIANOhttp://www.fondazionesarzi.it/

Museo dei Burattini e delle FigureVillainferno - 48015 CERVIA (RA)http://www.arrivanodalmare.it/

Museo del Burattino Zanella Pasqualini Teatrino dell'Es - Via Pederzana, 5 - 40050 VILLANOVA DI CASTENASO (BO) http://www.teatrinodelles.com/museo

Museo delle Marionette Via Gavino, 144 R - 16014 CAMPOMORONE (GE) http://www.campomorone.ge.liguriainrete.it/

Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e RoveretoPalazzo delle Albere - Via da Sanseverino, 45 - 38100 TRENTE http://www.mart.trento.it/

Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino Associazione per la conservazione delle tradizioni popolariVia Butera, 1 - 90133 PALERMO (PA) http://www.museomarionettepalermo.it/

Teatrino di Marionette dell'Ottocento Rissone Viale IV Novembre, 3 - 16121 GENOVA (GE) http://www.provincia.genova.it/mbda/serv05.htm

Teatro delle Marionette degli AccettellaPiazza Gondar, 22 - 00199 ROMA http://www.accettellateatro.it/

Teatro-Museo dell'Opera dei PupiVia Nazionale per Catania, 195 - 95024 ACIREALE (CT)http://www.operadeipupi.com/

martedì 8 aprile 2008

Pieghevole (leaflet) VII: Museo da Escola e a Infancia

Il luogo dove tutti possiamo rinascere e spassarci il tempo giocando come quando eravamo bambini e facevamo la scuola si chiama *Museo da Escola* arredato da centenaia di libri scolastici del XIX, gioccatoli, ritagli e ricordi del proprio passato e altrui, simboli che attirano tanto i padri quanto ai loro rampolli; Questo museo è situato nell'antico collegio religioso *Santa Leonor* nel famoso comune per avere l'unica stazione sciistica della Galizia *A Pobra de Trives*.
Nel 1908 i fratelli delle scuole cristiane La Salle arrivarono a Trives risidiendo inizialmente nel palazzo che oggi é un ostello per poi traslocarsi all'edificio che alberga il museo dove si hanno istruiti generazioni di trivesi, per tuttociò quest'anno si celebrano vari manifestazioni per i centi anni dell'avvento.
Appena varcato la porta d'ingresso il visitatore s'immerge in un'altro tempo, quello da bambino, attraverso gli scaffali, i banchi, le pareti, le scravanie ripieni di libri, matite, pennarelli, lavagne, enciclopedie, cartoncini ritagliabili, temperamatite, fumetti, astucci, perfino i contratti di assunzione dei maestri del 1923, così come panneli imformativi di come s'insegnava e l'abitudini nella scuola d'allora.
Il museo è anche un centro d'interpretazione storico-culturale della comarca in cui c'è la mostra permanente *La Montaña de la Vida* un percorso guidato per la musica, le immagini, l'usanze e la storia, dai tempi romani ad oggi, dei montagnari che abitavano e abitano i monti che circondano Trives.

domenica 6 aprile 2008

Da Esmelle a Venezia

Racconta una leggenda che la pioggerella (gz.:orballo) calata sui campi di *Esmelle* durante la nottata di *San Juan* ha poteri curativi, anzi i più vecchi della *val de esmelle* ci narrano ancora oggi delle vicende avvenute cent'anni fa: come quella d'una donna affetta di rogna che era stata rincorsa dai paesani per tutto il villaggio fino ad arrivare alla boscaglia vicina perché fosse bagnata da questa mite pioggia, guarda caso, la moglie guarì.
Questi miti e leggende, così come costumi, tradizioni, feste, e riti sono stati raccolti e registrati col magnetofono di casa in casa formando parte dell'archivio immateriale del *Progetto Esmelle* arrichito inoltre da oltre 1300 antiche foto scattate da un conosciuto vicino, questa iniziativa collettiva che intende rivalorizzare questa valle situata nella parrocchia di Esmelle, un villaggio di 600 abitanti a 8 Chm. dal *Ferrol*, mediante il recupero del patrimonio materiale e immateriale della zona, nonché l'approfittarsi delle risorse naturali.
Prima della fine 2003 data del via dei lavori, l'associazione di vicini della valle di Esmelle aveva edito un rotocalco con motivo della festa patronale del borgo su cui riferivano il ricco patrimonio etnografico che hanno, ma sconosciuto tra i paesani, questo fatto stuzzica la coscienza collettiva nel riflettere sulla loro identità e l'origine del villaggio; Gli inizi, però non erano stati facili perché bisognava convincere gli scettici contadini, patroni dei 22 mulini abbandonati della zona, che acconsentiessero il loro arredamento cedendo col vedere come aveva rimasto il primo mulino assettato il *Muiño de Outeiro*.
I membri di questa esemplare comunità lavora ancora oggi le domeniche per avverare il progetto, tutto questo sforzo è stato ricompensato nel 2005 con un premio Agader per la sua coesione nell'ambito rurale e per la sua buona pratica nello sviluppo sostenibile, anche il borgo è appena stato eletto dal *Comité habitat español* del *Ministerio di Vivienda* per participare nei VII premi internazionali delle buone pratiche dell'UN, questa impresa riceve anche aiuti economici dalla Xunta, dalla Deputación da coruña e dal comune di Ferrol.
Venti e due mulini, fontane, croci (gz.:cruceiros), lavatoi (gz..lavandoiros), horreos, dolmen (gz.:mámoa), una pieve del XVII secolo e perfino un castro sono alcuni degli elementi architettonici etnografici catalogati dall'associazione che dovrá sistemare, finora ne ha strappato dalla selva i mulini di *Outeiro* e *das Salgueiras* e ha sgombrato la fontana *da Evarista*, ma gli impegni sono tanti, dai lavori di scalpellatura (g.:cantería), la segnaletica degli itinerari di sentierismo, la coltivazione delle specie autoctone ai corsi sullo sfruttamento sostenibile del monte e alla creazione d'un museo etnografico presso il *Muiño do Ferreiro*.
Tra le rotte di sentierismo disegnate si trova la *Ruta dei sensi* sulla quale si può sentire al tatto la rugosità degli alberi, odorare il profumo dei fiori mentre si gusta una frutta silvestre ascoltando lo scorrere dell'acqua e alla fine contemplare il firmamento tempestato accompagnato dalla natura.
Un altro itinerario è quello del *Camiño do Mago Merlín* che trascorre vicino al mulino di Outeiro in cui c'è una statua in onore allo stregone protagonista di *Merlín e familia* che abitava questa selva, prosa scritta dal fantasioso scrittore e uno dei principali della letteratura galiziana *Alvaro Cunqueiro* che scrise quasi alla fine della sua vita in lingua spagnola *Vida y fugas de Fanto Fantini della Gherardesca* incentrato sulle vicissitudini del capitano Fanto nato a Borgo San Sepolcro in aprile del 1450 insieme al suo cavallo *Lionfante*, sì, proprio quei che aveva fatto la famosa arringa davanti il senato della serenissima repubblica di Venezia con l'intenzione di scagionare il suo patrone.

venerdì 4 aprile 2008

Matematica sacra

Applicandosi la formula matematica di Karl Friederich Gauss quest'anno, quindi, non si è celebrata la ricorrenza d'inverno in onore a *San Beito* perchè il 21 Marzo fa coincidenza col venerdì santo e liturgicamente non si può fare messa, questo accade ogni 95 anni e l'ultimo fallimento della festività fu nel 1913, cioè ogni generazione le tocca; La celebrazione della Pasqua, la crocefissione e resurrezione di Gesù, fu stabilita durante il Concilio di Nicea nel 325 d.c, la domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera per non farla coincidere con la Pasqua Ebraica che le chiese orientali di Siria, Cilicia e Mesopotamia determinavano a partire dal calendario ebraico, mentre Alessandria e Roma invece seguivano un calcolo differente, attribuito a papa Sotero.
Ma il martedì dopo pasqua, i fedeli hanno raggiunto la chiesa di Santa Cristina nella parrocchia di Cobas nel comune di Meaño per onorare *San Beito de Palermo*, equivale al Benito degli spagnoli e al Benedito o Bento dei portoghesi, santo nero avvocato delle anime del purgatorio, guaritore dei mali della pelle e della mente. Nel tempio si conserva una statua di San Beito della seconda metà del secolo XVII. La statua di legno è coperta da un mantello di stoffa, ha un crocifisso nella destra e regge un teschio sul palmo della sinistra, da cui pendono alcuni nastri usati per appendere ed esibire le banconote offerte dai devoti.
Matematicamente i lunedì di pasqua si celebra tutti gli anni al *Monasterio da Armenteira* nel comune di Meis la sagra in onore alla *Virxe das Cabezas*, una santa specialista in guarire emicranie, mal di testa e tutte le malattie di questa parte del corpo, anzi fa miracoli con gli esami. I devoti arrivano da tutto O salnés portando in mano *os exvotos* in forma di testa per ringraziare la santa e participando alle messe agni ora durate tutto il giorno.

Un'altra *Romería* è avvenuta la domenica dopo pasqua nella parrocchia di *Paradela* del comune di Meis dove si fa una oblazione a *San Gregorio* con un gigante *Bolo*, questa volta la dolce offerta è stata composta da oltre 6 mila uova dentro di 40chili di massa e poi di ascoltare la messa è stato elargito tra i pellegrini giunti dai borghi vicini.

mercoledì 2 aprile 2008

Pieghevole (leaflet) VI: Casa-Museo Pazo da Cruz

Nella parrocchia San Pedro da Hermida del comune di Santiago de Covelo (PO) si trova un bel spazio dedicato all'etnografia dove si ricrea l'ambiente della Galizia rurale e signorile dei secoli passati, presso il *Pazo da Cruz* del XVIII secolo, attraverso oltre 3800 oggetti e altri tanti documenti, foto e materiale audivisivi che l'entusiasta Maximino F. Sendín ha raccolto durante 30 anni; A parte di ammirare l'insieme architettonico tradizionale della comarca, poichè il *Pazo* conserva ancora il mobilio dell'epoca, il suo portone d'ingresso in legno e il cortile interno, le scale e i muri, tutti lastricati in granito, il visitatore potrà anche guardare l'esposizione permanente proggetata dal *Centro di studi A Paradanta* sulla *Storia del pane, cereali, mulini e forni dal neolitico a oggi*, e un'altra collezione dedicata alla *Storia delle chiavi e le serrature*.
Insomma la *Casa-Museo Pazo da Cruz* è il luogo in cui si tocca, si participa in vivo degli antici mestieri dal panieraio a quelli dello zoccolaio (gz.:tamanqueiro) e dove si sente gli odori di questa terra che ci desta i sensi e ci trascina a rivivire gli anni di nostri nonni.