sabato 22 novembre 2008
Pieghevole(Leaflet) XVII: Museo Etnografico di Viana
sabato 8 novembre 2008
Pieghevole (Leaflet) XV: Museo di Bergantiños
mercoledì 22 ottobre 2008
Le Gualchiere di Vimianzo
Questi congegni popolari, apparsi già nell'europa medievale, erano utilizzati dai vicini delle comarche di Terra de Soneira e Bergantiños per macinare il loro grano e per fare la follatura ai tessuti di lino(gz.:liño) o di mistolana (gz.:la) che producevano loro, cioè, i martelli o magli(gz.:mazos) pendolari azionati da un albero a camme movimentato grazie all'energia erogata da una ruota a pale spinta dall'acqua canalizzata tramite un sistema di canali, battano e pestano(gz.:mazar) i tessuti inzuppati d'acqua, cosi con questo trattamento si toglie le spigolosità e le impurità, ammorbidendo e conferendo compatezza soprattutto alle coperte da letto tessute in massa nella comarca (vedi qui per saperne di più). Queste follatrici di Mosquetín doverono essere importanti in Spagna perché fino al 1966 non cessò la sua attività.Ne parlano molti libri, l'ultimo a cura di Xosé Mª Lema Suárez è una breve guida intitolata *Batáns e muiños do Mosquetín(Vimianzo)* edita dal *Seminario de Estudos Comarcais da Costa da Morte* in cui si spiegano la storia, tipologia, meccanica, processi di follatura il tutto arrichito da disegni, mappe e foto oltre ad un capitolo dove si segnalano le distante referenze letterarie in cui i folloni sono presenti, dal libro di Ken Follet I pilastri della Terra (1989) al Don Chisciotte della Mancia (1605) di Cervantes il quale dedica il XX capitolo da 16 pagine ai Batanes invece che le due pagine all'indimenticabile episodio dei mulini a vento.
sabato 18 ottobre 2008
Pieghevoli(Leaflet) XXII: Il Parco Archeologico di San Rocco
domenica 28 settembre 2008
Pieghevole (leaflet) XIX: Mulino del Burato_Allariz
Siamo nel piccolo paese di Allariz(OU) il più genuino(gz.:enxebre) della Galizia dichiarato monumento storico-artistico non solo dalle parecchie chiese e dalle viuzze d'origine medievale che ha, ma anche per gli insiemi etnografici che preserva radunati nel parco etnografico del fiume Arnoia come il *muiño do burato* uno spazio in cui ci mostra le attività artigianali del passato, pilastri della economia locale come la macinazione del grano(gz.:moenda) e la concietura(gz.: curtimento). Ubicato accanto al Museo del Tessuto: O Fiadoiro(it.:Il Filatoio) dove ci rende l'importanza dell'elaborazione del lino nel comune, l'edificio rappresenta fedelmente una delle costruzioni tipiche della Galizia: I Mulini, riabilitato ai primi dei '90 ci insegna come adopera un mulino con due macine, una funziona ad elettriccità erogata da un generatore mosso ad acqua e l'altra ad energia idraulica, il visitatore può anche contemplare dal vivo come si faceva la farina, perciò ci realizzano diverse attività scolastiche e divulgative.
venerdì 26 settembre 2008
Le Capanne di Suído

Oggi percorriamo lo spazio naturale di *Serra do Suído* con cime di mille metri situato tra le provincie di Pontevedra e Ourense al suo passo per il comune di Avión(OU) in cui si conservano ancora delle costruzioni popolari in pietra di gneiss a secco che servivano a rifugio di pernottamento per montanari e pastori durante le loro mansioni quotidiane d'allevamento di bestiame, la tecnica di costruzione di queste capanne(gz.:chozos) le datano tra il XII o XIII secolo nel romanico e sono testimoni di come era l'affannosa vita dei montanari, ma all'importanza etnografica delle capanne si aggiungono le piccole stalle(gz.:cortellos) annesse dove tenevano a bada i vitelli(gz.:xovencos), e i diversi sentieri acciotolati che partivano dai villaggi del municipio proprietari di esse, la cui principale economia di sussistenza si incentrava sul bestiame.
venerdì 30 maggio 2008
Itinerario dei Pazos a Vilagarcia
lunedì 26 maggio 2008
Bóveda: in terre del marchese
lunedì 12 maggio 2008
Gli ultimi Calcinai
domenica 4 maggio 2008
L'immateriale
Dalla nascita del *Progetto Ronsel* l'anno scorso, che è una collaborazione tra gli enti regionali e le tre università della Galizia col proposito di ripristinare, rialzare e catalogare il patrimono immateriale e riscattare lo scibile popolare mediante diverse iniziative in cui i più vecchie e gli scolari sono i veri protagonisti, si sono avviati per tutta la regione varie manifestazione intergenerazionali nel recupero del come eravamo, dei valori e cosa facevano i nostri antenati decenni di anni fa.
Come l'evento fatto il primo di maggio da ben 150 vicini vecchi e piccini della parrocchia di Ferreirós nel comune di Valga(PO) durante la semienta (gz.:sementeira) dei cereali nel fondo O padriño de Loncras all'antica usanza applicando gli aratri in legno a trazione animale in questa occasione da due mucche marelas e gli uomini solcavano la terra insegnando l'uso della zappa tutti accompagnati d'un gruppetto di vecchie tamburelliste (gz.:pandereteiras) che inneggiavano con brani folclorici sconosciuti finora; Insomma questo festival intergenerazionale non solo ha lo scopo di ridare alle zone spopolate del rurale un nuovo uso così divertente ovvero di trasmettere alle nuove generazioni i valori del lavoro comunale, ma soprattutto far sentire alla nostrana vecchiaia che ancora è utile nella vita moderna.
Entro agosto questo festival continuerà al momento della raccolta: la mietetura e la tradizionale trebbiatura(gz.: a malla) e poi s'insegnerà ai bimbi l'elaborazione del pane.
venerdì 2 maggio 2008
È arrivata la primavera
Quello che l'etnografia chiama *Ciclo de Maio* è una serie di antici riti e ceremonie per lo più, nella nostra regione, tramandata dalla cultura d'origine Celta, ma per tutta l'europa si trovano le medesime costumi d'origine Greca o Romana festeggiate nelle date intorno al primo Maggio; Questi festeggiamenti celebrano l'avvento del buon tempo, così come da augurare una buona raccolta e da scongiurare le piaghe contro gli animali e i malefici contro la gente e i propri beni.Oggi la tradizionale ricorrenza *Festa dos Maios* al comune di Vilagarcia che è ancora il festeggiamento del paese meglio conservato da lontani tempi si esalta con vari tipi di Maios: gli artistici decorazioni di tematica diversa, le croci, le barche, le casse sono d'ornato semplice fatte dai ragazzini, le capannuccie (gz.:palleiros) o i Maios conici sono i più vistosi il cui scheletro è formato da canne ricoperto da rami di finocchio e di fiori della stagione generalmente sovrastato da una croce o corona, ma soprattutto la manifestazione più seguita è che dappertutto e su qualsiasi cosa che vogliamo vada avanti o tira a campare gli si appendono un mazzo di ginestra :sulla porta d'ingresso delle case,negli orti, nelle vetture e moto, ecc.

venerdì 18 aprile 2008
Pieghevole (leaflet) X: Il museo del Cammino
Il borgo di Pedrafita do Cebreiro (LU) ritrovo di sosta sul *Camino a Santiago* vincolato all'ordine del Temple è un museo all'aperto piazzato in mezzo alle montagne lughense che formano O Caurel e Os Ancares, è il primo luogo della Galizia da cui ci si può raggiungere Santiago a piedi (100Chm.) e addirittura essere premiato dalla *Compostelana*, cammino mistico e leggendario ormai noto grazie, tra altro, ai lavori del parroco di questo villaggio *Elias Valiña Sampedro* che nel '84 aveva iniziato la segnaletica della rotta con le sue caracteristiche fleccie gialle, ma qui si può anche trovare, ben conservate e radunate attorno formando un insieme etnografico, l'antiche capanne montanare chiamate *Pallozas* che sono delle costruzioni celtiche adatte al clima montanaro hanno un pianterreno privo di vani, tranne quello destinato a stalla o un altro vano a camerata, disposizione questa con lo scopo d'uniformare il caldo della stanza, il loro tetto di paglia è retto da un pilastro centrale ed è a forma conica su una muratura circolare da agevolare lo scrollarsi della neve e per non far resistenza al vento, il resto della stanza è arredata da una *lareira* e altri elementi della vita quotidiana e agricola.La capanna principale del complesso si trova vicina al santuario di *Santa Maria la Real*, una gioia dell'arte prerromanica del IX secolo antico priorato e ospedale in cui si accudiva i pellegrini ed é la seconda chiesa più visitata nella Galizia dopo il duomo di Santiago chiamato così in onore alla sua patrona *Santa Maria* rappresentata seduta con un bimbo in grembo e Real perche è stata protteta dai Re da lungo, qui si conserva l'antico calice raffigurato nello stemma di Galizia.
sabato 12 aprile 2008
Gerghi dimenticati
martedì 8 aprile 2008
Pieghevole (leaflet) VII: Museo da Escola e a Infancia
Il luogo dove tutti possiamo rinascere e spassarci il tempo giocando come quando eravamo bambini e facevamo la scuola si chiama *Museo da Escola* arredato da centenaia di libri scolastici del XIX, gioccatoli, ritagli e ricordi del proprio passato e altrui, simboli che attirano tanto i padri quanto ai loro rampolli; Questo museo è situato nell'antico collegio religioso *Santa Leonor* nel famoso comune per avere l'unica stazione sciistica della Galizia *A Pobra de Trives*.domenica 6 aprile 2008
Da Esmelle a Venezia
Racconta una leggenda che la pioggerella (gz.:orballo) calata sui campi di *Esmelle* durante la nottata di *San Juan* ha poteri curativi, anzi i più vecchi della *val de esmelle* ci narrano ancora oggi delle vicende avvenute cent'anni fa: come quella d'una donna affetta di rogna che era stata rincorsa dai paesani per tutto il villaggio fino ad arrivare alla boscaglia vicina perché fosse bagnata da questa mite pioggia, guarda caso, la moglie guarì.
mercoledì 2 aprile 2008
Pieghevole (leaflet) VI: Casa-Museo Pazo da Cruz
Nella parrocchia San Pedro da Hermida del comune di Santiago de Covelo (PO) si trova un bel spazio dedicato all'etnografia dove si ricrea l'ambiente della Galizia rurale e signorile dei secoli passati, presso il *Pazo da Cruz* del XVIII secolo, attraverso oltre 3800 oggetti e altri tanti documenti, foto e materiale audivisivi che l'entusiasta Maximino F. Sendín ha raccolto durante 30 anni; A parte di ammirare l'insieme architettonico tradizionale della comarca, poichè il *Pazo* conserva ancora il mobilio dell'epoca, il suo portone d'ingresso in legno e il cortile interno, le scale e i muri, tutti lastricati in granito, il visitatore potrà anche guardare l'esposizione permanente proggetata dal *Centro di studi A Paradanta* sulla *Storia del pane, cereali, mulini e forni dal neolitico a oggi*, e un'altra collezione dedicata alla *Storia delle chiavi e le serrature*.mercoledì 12 marzo 2008
Pieghevole (leaflet) V: Museo Torre de Celas
Nel comune corugnese di Culleredo c'è la *Torre de Celas* appartenente ad un edificio medievale turrito distrutto dagli *Irmadiños* di proprietà dei *Conti di Andrade* che risale al 1395 circa e ricostrutto nel XV secolo; Oggi, però, resta soltanto una torre adibita negli '90 a museo che alberga costumi e attrezzi dei mestieri tradizionali smistati su tre piani, i due ultimi piani sono destinati ad esporre gli abbigliamenti tradizionali di diverse epoche e zone così come una assortita raccolta di zoccoli il tutto spiegato mediante pannelli illustrativi dagli utensili impiegati dallo zoccolaio e la tessetrice ai processi lavorati degli uffici, accanto a lui si trova la cappella romanica di Santa Maria de Celas che possibilmente formava parte di quel castello.martedì 4 marzo 2008
Pieghevole (leaflet) III: Museo do Alfar
Da secoli il paese di Buño è stato in Galizia un referente nella produzione d'ogni tipo d'articoli manufatti con l'argilla e per intendere dal vivo l'importanza delle botteghe di vasi e l'opere degli artigiani dovete ricarvi a questo borgo corugnese che dal 1997 ha allestito il Museo do Alfar presso il Centro Comarcale di Bergantiños; Nel museo, che riceve oltre 30 mila visitatori annuo, possiate inoltrarvi nel mondo dei vasai (gz:Oleiros) dagli scavi del fango al mercato artigianale mediante l'audiovisione dei pannelli, passeggiando anche tra i disegni del XVIII secolo e le ceramiche tradizionali dal '700 al '900 che condividono lo spazio con quelle più moderne che i paesani (c'erano 110 olerias ai primi del XX) della zona continuano a lavorarne con le antiche tecniche di questo ancestrale mestiere.domenica 2 marzo 2008
La scherma lusitana-galiziana
Il bastone insieme alla pietra furono le prime armi che gli umani usarono per difendersi o combattarsi che tramandò fino noi come un'arte marziale chiamata *lotta a canne* o più attenuante *gioco a canne* che si trova in quasi tutte le culture del mondo (vedi elenco) con le sue particolari regole e tactiche, a grosso modo, due contendenti si fronteggiano per *giocare* una specie di scherma in cui uno degli sfidanti attaca mentre l'altro cerca di difendersi o schiva gli affondi sbozzando così loro, a vicenda, una danza.martedì 26 febbraio 2008
Pieghevole (leaflet) I : Casa do Patrón
Questa casa è intorno alla natura dove si impartiscono delle lezioni dal vivo perché gli adulti e i bimbi imparino le nostrane usanze e uffici, altresì preparare il pane nel forno a legna nel modo tradizionale ed assaggiare il vino del paese dalle antiche torchiature, prima d'andarsene a fare una gita attorno seguendo un itinerario che vi porterà a guardare i querceti e pinete accanto il fiume Deza con i suoi mullini dai quattro Castros: Doade, Soutolongo, A xesta e Vilanova.