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mercoledì 10 dicembre 2008

Per il sentiero del nord


Trabada(LU) è il nono comune bagnato dal mare Cantabrico piazzato nella sponda sinistra della Ria di Abres nel confine con l'Asturie, questa zona alberga luoghi di grande bellezza naturale e paesaggistica che conformano gli intorni fluviali e boschivi ad esempio il Salto Pé da Viña.
I Castro e menhir attestano il suo passato preromano come il Marco da Pena Verde che già apparve descritto sul diploma del Re Silo dell'Asturie come incrocio di cammini.
Anche l'arte sacra risalta, sono numerose le chiese e cappelle che ci sono, come il tempio di Vilaformán che ha un retablo del 1735 ovvero quello di Vilapena la cui cappella maggiore ha un retablo barroco e altro del XVI secolo, nella parrocchia di Sante c'è una cappella consacrata a San Bricio dove c'è un'immagine su un retablo neoclassico di questo vescovo, santo e discente di San Martín de Tours.
Riguardo all'archittetua civile ci sono parecchei case blasonate e Pazos come Terrafeita adesso allestito a ostello rurale.
Il sentiero della costa da Ribadeo ha un svincolo verso Trabada, ma l'itinerario PR-G85 di 10 km. ripercorre questa folta boscaglia verso la vetta di Pena Gorda in cui godere delle belle viste delle valle di Vilaformán e Vilapena

sabato 14 giugno 2008

Ai piedi degli strapiombi

Il comune di Cariño(C) ha da poco adattato un peschereccio per far delle passeggiate educative con cui le famiglie possono spassare una bella gita in barca guardando dal mare l'imponente litorale di Cariño e della sua comarca di Ortegal caratterizzati dagli alti strapiombi, i piú alti della falesia galiziana e dell'europea. La nave che è un tipo d'imbarcazione impiegata per la pesca costiera(gz.:baixura) di *Tarrafa* ha due rotte di differente durata col fine di imbeverarvi dal valore geologico e panoramico della fascia costiera tra Serra da Capelada e Capo Ortegal il promontorio più al nord della penisola sovrastato da un faro, zona dove il mare cantabrico e l'atlantico si salutano, in questo tratto di costa potete ammirare gli sfidanti *Os Aguillóns* contro la bravura dell'onde che sono degli isolotti a picco abitati da uno gran stormo di volatili marini. La seconda rotta vi guida lungo la costa ovest di Cariño per potere sentire gli strapiombi più alti dell'europa continentale, cosí i turisti ingaggiati guardano per primo *Punta do Limo* dalla cui parete rocciosa si versano al mare l'acque delle varie cascate di quasi 300m d'altezza che ha e poi sollevano la loro testa per guardare l'imponente *Vixia Herbeira* 614 metri d'antico massiccio.

giovedì 12 giugno 2008

Un tesoro al naturale

Il 5 giugno è stato celebrato il giorno dell'ambiente in tutto il mondo e anche qui in Galizia dove l'intorno naturale che ci circonda viene ogni volta conservato e apprezzato di più, grazie alla Red Natura 2000, a tal punto che gli spazi naturali della Gaizia aumentano con l'unico fine di salvaguardali dalle mani sbrananti dell'essere umano. In Galizia possiamo trovare una assortita natura dalle coste e rias ed ecosistemi fluviali alle catene montagnose d'entroterra grazie alla varietà climatica che queste terre possiede. Nell'attualità la rete galiziana di spazi naturali protetti rappresenta soltanto il 12% del totale del territorio, seconda regione spagnola dietro la Catalogna, ma la tendenza ad aumentarne va avanti, anzi alla fine di questo anno l'ente regionale incrementerà la superficie da proteggere in quasi 700 milioni mq creando la figura di *paesaggio protteto* oltre a quelle che già esistono: Parco Natural, Parco Nacional, Humedal (it.:palude) protegido, Zona de especial protección ambiental(ZEC) e Monumento Natural, in questa nuova tipologia saranno inserite: Fragas de Navea(OU), Penedos de Traba e Pasarela(C) e la Ribiera Sacra.
Ai parchi natuali della Galizia che finora sono 6 si incorporeranno altri quattro: Os ancares, O Caurel, Macizo Central e Pena Trevinca di questa forma l'insieme dei dieci parchi avrá 156.310 ettari.
Tra gli spazi protetti della Galizia spiccca quello di Baixa Limia-Serra de Xurés che verrá aumenrtata la sua superficie in 9.214 ettari in piú ammettendo tre nuovi comuni nell'impegno.
Il Parco Naturale del Monte Aloia(PO), il più antico della Galizia dichiarato come tale nel 1978 da singolare bellezza che sveglia l'interesse turistico grazie alla sua privilegiata ubicazione giacché si affaccia alle vallete di Baixo Miño e Louro oltre alla quantità di elementi e resti archeologici ed etnografici che alberga come la muraglia ciclopea o il castro di Alto dos Cubos, subirà anche un'ampliamento annettendo la Serra do Galiñeiro di 2mila ha.
Nella provincia di Coruña si trova le Fragas do Eume un parco naturale dal 1997 unico in europa poiché ha una gran estensione arborea del *bosco atlantico* nutrito da una rigogliosa vegetazione di felci, muschi e una varietà di narcisi specifici di questa zona ossigenati dal mare e le riviere del fiume Eume.
Nella provincia di Pontevedra dobbiamo staccare le ZEPA (zonas de especial protección de Aves) di Punta Carreirón, Bodeira, A Lanzada e il complejo intermareal Umia-O grove. In quanto ai monumenti naturali per la sua singolarità e bellezza troviamo la Fraga de Catasós.

martedì 10 giugno 2008

Pieghevole (leaflet) XVI: Museo do Encaixe


In 1996 prese via un anelato progetto che il comune di Camariñas voleva avverare, il centro museale dedicato ai tradizionali merletti della costa da morte, il lavoro artigianale tramandato in forma inalterabile da nonne a figlie: gli *encaixes de bolillos*. Il museo nacque col proposito di recuperare e diffondere la tecnica di ricamare al tombolo non solo per il suo valore culturale bensì per l'importanza economica che indurre sulla comarca di terre di soneira mostrandoci una gran raccolta di vecchi pizzi e disegni in cui sono presenti non solo quelli giunti da Camariñas ma da altre parti del mondo datati dal XVI secolo all'attualità, inoltre al museo si esibisce delle teche assortite dai diversi attrezzi e strumenti usati in questo tipo d'artigianato come i cuscinetti su cui si fa il ricamo, i cartoni dove vengono disegnate le sagome in cui si infilano gli aghi che servono a guida nella elaborazione dei pizzi a tombolo e i distinti tipi di *bolillos(it.:fuselli)* che tengono i fili. Il museo espone anche una gran collezione di panni, tovagliati, biancherie, merletti o copriletti fatti mediante questo metodo il tutto arricchito con dell'antiche fotografie del borgo e la storia delle addette a questa arte, c'è una leggenda che la buona gente di Camariñas aiutò i superstiti d'una nave italiana che naufragiò sulla sua costa e tra quelli ci fu una signora italiana che in riconoscenza insegnó alle paesane l'arte del tombolo.
Il museo si trova al centro del villaggio di Camariñas dove ha inoltre la sua sede il *centro di ricerca* mirato all'adattamento delle vecchie tecniche e disegni a nuove applicazioni tanto nell'industria tessile quanto alla moda. Oggi il museo contribuisce alla promozione internazionale del ricamo al tombolo attraverso non solo degli atelier dove s'insegnano alle nuove generazioni a preservarne, ma allestisce anche la famosa *mostra do encaixe* che ogni anno alla settimana santa è visitata da numerosi turisti e dalla gente della moda per mostraci con le sfilate modelle che indossano i loro vestiti e complementi disegnati.

domenica 8 giugno 2008

Pazos de Borbén

Il comune di Pazos de Borbén si trova dentro la comarca pontevedresa di Redondela e già nei III secolo era una popolazione romana conosciuta come Burbida, ma questo paese anche è stato popolato da altri, in effetti vicino al Monte Buxel si sono trovati resti di capanne di legno e varie fosse ovoidi destinati anticamente a serbatoi di cereali datati dell'era di bronzo, di questa epoca distaccano vari incisioni rupestri, citiamo: *Pedra das Tenxiñas* a Borbén ovvero *Outeiro do Mar* a Moscoso addirittura in questo paese terra di grandi scalpellatori o cesellatori si possono ammirare parecchi lavori in pietra come cruceiros o petos da animas che per lo più sono presenti nei pressi delle crocevie.
Tra l'architettura popolare spicca i Muiños da Pardaciña situati in un'intorno naturale e paesaggistico di gra bellezza.
Il sentiero GR-58 chiamato *Sendeiro das Greas* attraversa il comune da nord a sudovest e comincia presso la sponda sinistra del fiume Barragán in salita al monte Xunqueiras su un viottolo acciottolato e poi in discesa si raggiunge l'altro ruscello del comune: Borbén e dopo d'aver varcato un antico ponte, ci guida alla Serra do Galleiro dove si godono meravigliose viste. Il PRG-26 è il secondo sentiero che scorre per il bacino del fiume di Bordén che in gran parte è un cammino acciottolato su cui si raggiunge il terrazzo Santo Aparecido.
La gastromomia del comune si basa sul brodo galiziano e le carni del maiale in particolare la testa(gz.:cacheira) e la si può degustare in vari elaborati piatti alla *Festa da Cacheira* celebrata entro gennaio.

venerdì 30 maggio 2008

Itinerario dei Pazos a Vilagarcia

Il detto dice: Palazzo con colombaia, cappella e cipresso è Pazo. Nell'itinerario per i Pazos che il mio comune propone da alcuni anni non ce ne sono tutti che c'è, ma ci lascia una idea cosa sono. Vi lascio qui il pieghevole.

mercoledì 28 maggio 2008

Pieghevole (leaflet) XV: Pazo-Museo Otero Pedrayo

Questo Pazo era uno delle due residenze abituali dell'illustre scrittore *Galleguista* Don Ramón Otero Pedrayo conosciuto col soprannome di *Patriarca de las Letras* che si trova nella parrocchia di Trasalba al comune ourensano di Amoeiro piazzato in una zona della riviera che i paesani la chiamano *das campanas abaixo* colmata da campi di vigneti. Visitare il Pazo-museo monografico che è anche il domicilio della Fondazione Otero Pedrayo non solo ci porta sulla vita ed opera di questo personaggio, ma è una forma ideale di conoscere come sono strutturati l'edificazioni signorili tipiche della Galizia: i Pazo, percorrendo per le tredice sale che il museo ha allestito dalla stanza da letto dell'autore alla sua scrivania, tutte arredate da attrezzi e mobili dell'epoca, giacché è stato proprietà familiare dagli inizi del '900, inoltre la biblioteca farcita dai numerosi libri che lo scrittore elargiò in vita, ricordi e oggetti personali di chi fu un accanito difensore della cultura galiziana. Il Pazo fu nel secolo scorso un ritrovo per i diversi personaggi e saggi del movemento galleguista che ancora oggi la fondazione sostiene con manifestazioni culturali e studi durante tutto l'anno, questo ente promuove anche i premi Trasalba che questo anno, entro giugno, s'assegnerà alla bibliotecaria e documentalista Olga Gallego.

lunedì 26 maggio 2008

Bóveda: in terre del marchese

Il Comune di Bóveda si trova nella comarca di *Terra de Lemos* in provincia di Lugo luogo di transizione tra la pianura e le montagne che formano il gran parco naturale ch'è O Courel e bagnato dai diversi fiumi Mao, Teilán o Noceda perciò è una zona ricca non solo di meravigliosi paesaggi lungo i diversi itinerai di sentierismo per guardare le diverse specie vegetali e di fauna: falconi, civette che ci sono; Ma queste terre conservano anche un ricco patrimonio artistico sia dalla cultura celta (castreña) vestigi pieni di leggende come: Castro de Freituxe, de Bustelo (Martín); medela do Gruñedo, Cova dos Mouros e castro de Agroi (San Fiz) sia artistico religioso come la chiesa di San Fiz che risale al XVI e la cappella di Ecce Homo che ha sculture del XVIII secolo all'interno tute e due nella parrocchia di Rubián ovvero il tempio a San Cristovo de Martín del 600 dove si conservano ancora delle antiche fontanelle battesimali e la cappella di San Xurxo in cui ci sono diversi resti e lapide sepolcrali quest'ultime nella parrocchia di Tuimil. Le costruzioni civile anche abbondano per tutto il comune dove spicca il Pazo dei marchesi di Bóveda anche chiamato *Pazo di San Matiño* di estile italiano e ricostruito sopra un antico monastero benedettino da Domingo Lois de Monteagudo nel XVIII secolo la cui facciata a solatio è retta da arcate, altri sono: Pazo de Guntín, La casa de Ver, Villaverde de Limia, La casa-priorato di Freituxe, la Torre de Eimer a Teilán o Pazo Meruz a Tuimil.
La ferriera di Penacoba che funzionava già dal 1780 è una visita obbligata dove sono appena restaurati i magazzi, la sala di fornace e la sala di forgiatura col suo maglio in legno e l'incudine il tutto mosso per mezzo della canalizzazione delle acque d'una diga vicina.

domenica 18 maggio 2008

Tra le terre degli orologiai

La poco conosciuta Ribeira de Piquín piccolo comune all'oriente di Lugo nel bacino che formano il fiume Eo e il Rodil paradiso dei pescatori di trote e circondata dalla catena montuosa di Meira è un esempio di che si trovano ancora zone in Galizia non calpestate dal cemento, piagato di rovine archeologiche come i dolme e il castro Teixeira nella parrocchia di Os Baos ovvero il Pico do Castro a Navallos e il Castro de Cabacera a Piquin parrochia dove c'è la chiesa neoclassica di San Xurxo del 1782 murata in lavagna con una croce sbalzata in argento e c'è anche in cima d'una collina la chiesa di San Xoán de Baos che ha un retablo policromo con la immagine di San Andrés del XV secolo che nel suo atrio ha cinque teschi incastrati nella parete, ma la comarca di Meira dove il tempo si è quasi fermo e ricco di filoni di ferro e risorse idriche fu anche la culla di diversi personaggi da monaci e letterati a fabbri e artigiani di zampogne, come il fabbro e orologiaio(gz.:reloxeiro) Juan Antonio Lombardero nato nel villaggio di Vilarpescozo nel 1705 creatore d'una saga d'orologiai ed era cugino del Marchese de Sargadelos, i cui lavori erano rinomati in tutta europa grazie a che aveva ideato un meccanismo di gran precisione che impediva l'avanzamento e il ritardo degli orologi che allora si conosceva come sistema inglese poiché aveva preso lo spunto da certi ingegni pervenuti dai marinai inglesi arrivati al porto di Ribadeo e ancora oggi si può ammirare il suo lavoro di gran prezzo nelle torri dei municipi di Ribadeo e di Lugo, un orologio da parete al Museo de Lugo o nella chiesa *dos Baos* dove c'è ancora un orologio a sole rubricato da lui. Questo artigiano era anche conosciuto per ideare automatismi e giocattoli robot che destavano ammirazioni nelle corti d'europa persino c'è la leggenda di uno di queste autome: quella d'un cavallo in grado d'assistere da solo a messa.
La casa dei Lombardero, il cui stemma ha anche i cinque misteriosi teschi, rimane ancora in piede allestita in parte a albergo di turismo rurale con una cappella ed un horreo accanto da dove partire a fare una mistica passegiata e svanirse nella folta natura.