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sabato 22 novembre 2008

Pieghevole(Leaflet) XVII: Museo Etnografico di Viana

La ricchezza di paessaggi è uno dei molti richiami che ha il comune di Viana do Bolo(OU), la cui storia è stata collegata al castello del XI secolo che in tempi medievali ebbe fuero e governo proprio, di quel palazzo soltanto rimane in piede il cassero o dongione (torre del homenaje) che sovrasta il paese, ma che i suoi vecchi muri albergano il *Museo Etnografico das Terras de Viana*. La torre, al pianterreno, ha un'interessante pinacoteca con dei dipinti di Nelson Zumel tra altri.
Tramite una stretta scala si salgono i tre piani della torre, al primo piano possiamo trovare fondi riguardo all'architettura populare, i manufatti di lino e lana di grande tradizione nella zona, e un vano ambientato sull'artigianato tradizionale come i mestieri del fabbro ovvero del zoccolaio, al fine di mostrarci la vita e costumi di questa comarca ourensana. Nel museo possiamo anche vedere l'ambientazione in dettaglio di un'antica cucina(gz.:lareira) in cui si svolgeva gran parte della vita domestica dei contadini con il paiolo(gz.:pote), il letto persino l'acquamanile.
La torre è anche un buon punto di partenza per far visita il paese che ha al centro una piazza maggiore, case blasonate, palazzi a balconata e anche una bella fontana.

martedì 4 novembre 2008

Vermicelli con Bovini galiziani

Il libro *Vacas: dignificación sexual e gastronómica* illustrato dal fotografo Xurxo Lobato e scritto dal cuoco italogaliziano Flavio Morganti, proprietario del ristorante Galileo e uno dei sostenitori del marchio Crianza del Mar ha appena vinto il premio alla migliore copertina assegnato all'ultima fiera del libro di francoforte tra oltre una centinaia di libri gastronomici del mondo concorrenti. Questo libro edito dalla casa editrice Everest un anno fa ha già vinto sette premi dei quali vari sono internazionali: i Gourmand World Cookbook Awards 2007, creati nel 1995 da Edouard Cointreau così come alla migliore fotografia nella London Book Fair 2007. Il libro in cui collaborano anche Martín Berasátegui, Cristino Álvarez e lo psicogastronomo Yves Sinclais è, come il titolo stesso accenna, un'apologia per ridare il protagonismo che ha svolto la carne di vacca nella gastronomia europea durante secoli in conforto di quella del bue, che secondo lo stesso cuoco ne riferisce, la cosidera una frode alimentare perché "non ci sono assai buoi veri per tante code di bue" perciò il libro da 69 ricette lascia l'ultima la 69, appunto, ad una ricetta elaborata con carne di bue in chiave sessuale, seguendo l'originale ricetta del XVI-esimo secolo, creata dal cuoco segreto del papa Pío V, Bartolomeo Scappi. Il cuoco nel libro ci mostra anche l'origine e la storia delle 31 razze di vacca in pericolo di estinzione, che lui stesso lotta perché non accada la loro scomparsa.

domenica 28 settembre 2008

Pieghevole (leaflet) XIX: Mulino del Burato_Allariz

Siamo nel piccolo paese di Allariz(OU) il più genuino(gz.:enxebre) della Galizia dichiarato monumento storico-artistico non solo dalle parecchie chiese e dalle viuzze d'origine medievale che ha, ma anche per gli insiemi etnografici che preserva radunati nel parco etnografico del fiume Arnoia come il *muiño do burato* uno spazio in cui ci mostra le attività artigianali del passato, pilastri della economia locale come la macinazione del grano(gz.:moenda) e la concietura(gz.: curtimento). Ubicato accanto al Museo del Tessuto: O Fiadoiro(it.:Il Filatoio) dove ci rende l'importanza dell'elaborazione del lino nel comune, l'edificio rappresenta fedelmente una delle costruzioni tipiche della Galizia: I Mulini, riabilitato ai primi dei '90 ci insegna come adopera un mulino con due macine, una funziona ad elettriccità erogata da un generatore mosso ad acqua e l'altra ad energia idraulica, il visitatore può anche contemplare dal vivo come si faceva la farina, perciò ci realizzano diverse attività scolastiche e divulgative.

venerdì 26 settembre 2008

Le Capanne di Suído


Oggi percorriamo lo spazio naturale di *Serra do Suído* con cime di mille metri situato tra le provincie di Pontevedra e Ourense al suo passo per il comune di Avión(OU) in cui si conservano ancora delle costruzioni popolari in pietra di gneiss a secco che servivano a rifugio di pernottamento per montanari e pastori durante le loro mansioni quotidiane d'allevamento di bestiame, la tecnica di costruzione di queste capanne(gz.:chozos) le datano tra il XII o XIII secolo nel romanico e sono testimoni di come era l'affannosa vita dei montanari, ma all'importanza etnografica delle capanne si aggiungono le piccole stalle(gz.:cortellos) annesse dove tenevano a bada i vitelli(gz.:xovencos), e i diversi sentieri acciotolati che partivano dai villaggi del municipio proprietari di esse, la cui principale economia di sussistenza si incentrava sul bestiame.
Negl'intorni d'ognuna delle costruzioni esistevano anche stabbi fatti da cumuli di pietre e l'insieme era cerchiato da lastre verticali a limitare della zona di pascoli, cioè, ogni *Chozo* era tutto uno sfruttamento agricolo allevatore.
I casolari si trovano a quota 900m sulla falda nascente delle montagne a ridosso dei forti venti approfittando anche le sue pendici per incastarle, camuffando così la parte posteriore nell'inclinazione, anzi la pendice era il pilastro d'appoggio che facilitava la sua costruzione.
L'interno dei rifugi è ridotto appena 20mq circondato a pianterreno dalle panche di pietra addossate alle grosse mura 0,8 metri da sopportare alte cariche, inoltre l'uscio è ridotto da isolare il vano, ha due finestrini laterali che servono a posti di sorveglianza per così evitare gli attachi del lupo e anche per individuare il tramonto e lo spuntar dell'alba. I lati interni dei muri sono pieni di piccole nicchie dove raccogliere cibi, abiti ed oggetti, ma gli elementi che più chiamano l'attenzione sono gli archi di sostegno del tetto aiutati dai contrafforti esterni, il tetto appunto è elaborato da grandi lastre sovrapposte e terminato da una cappa di muschi ed altri materiali in grado di dare un'ottimo isolamento termico tanto d'estate quanto d'inverno.
L'itinerario di 8chm. che il comune ha sistemato ripercorre le 7 capanne riabilitate delle 13 presenti nella zona, tra quelle *O chozo San Xurxo* e *O Chozo de Cernadas* nasce il fiume Avia, questa visita permette anche contemplare il monumento naturale *Pena Corneira* vicino ai cammini medievali del vino chiamato *Camiño Arriero* che collegano Ribadavia, capoluogo della comarca del Ribeiro, e Santiago de Compostela.

venerdì 20 giugno 2008

Bica o Covone?

Di recente si sono ricuperate tre varietà di grano della Galizia che sono state dimenticate da anni grazie ai lavori che sta facendo l'ente: Misión Biologica de Galicia dipendente del CSIC: *Sarreaus* grano giallo originario della zona di Baixa Limia in provincia di Ourense la cui coltura é di ciclo corto ed è ottimo per produrre farina; *Meiro* grano corvino proveniente di Bueu(PO) che ha un buon rendimento, ma ha un alto grado di umidità che non lo fa atto d'essere coltivato in tutte le zone; *Rebordanes* grano bianco e liscio originario della Valle del Miño(PO) la migliore di questo tipo che ha un buon rendimento ed è un buon farinaceo.
Ma una volta rinvenute queste varietà autocnone della Galizia è necessario promuoverle sia attraverso la coltivazione della sua semente da parte degli agricoltori sia dai prodottori di farina in prodotti ecologici, giacché finora la farina che usiamo è fatta dal mais ibrido per lo piú americano, dandoli così un valore aggiunto rassicurando la sua qualità. Oppure mediante l'elaborazione di prodotti tradizionali come pane, empanadas, torte o Bicas un dessert tipico di Ourense che si esalta nella Festa da Bica l'ultima domenica di luglio a A Pobra de Trives
Ci Vuole:
250 g. di pasta di pane (la si può comperare gia fatta ovvero prepararla in anticipo)
Mezza dozzina di uova
250 g. di Burro o meglio ancora Strutto(manteca de vaca)
250 g. di Farina
500 g. di Zucchero
Grattatura d'un limone (a scelta)
Ore prima si deve preparare la pasta di pane affinché livieta: 200g. di farina, un bicchiere d'acqua tiepida, un pizzico di sale e Livieto ammasare tutto finché non si appiccichi alle mani aggiungendo farina e poi lasciarla riposare in un sito buio ad ambiente moderato.
In un recipiente si mescola il burro aggiungendogli lo zucchero a poco a poco e si continua a sbattere quando ci versiamo le uova a una a una, si raccomando usare una frusta o un frullino, poi si aggiunge piano piano la pasta di pane fatta in precedenza e che già ha raddoppiato il suo volume. Quando l'impasto é stato ben mescolato si aggiunge la farina setacciandola senza smettere di sbattere e se volete possiate mettere ora la grattatura di limone.
L'impasto si mette dentro una placca o una forma per torta le cui pareti sono spalmate di burro e si inforna durante 40/45 min. a 170º

mercoledì 28 maggio 2008

Pieghevole (leaflet) XV: Pazo-Museo Otero Pedrayo

Questo Pazo era uno delle due residenze abituali dell'illustre scrittore *Galleguista* Don Ramón Otero Pedrayo conosciuto col soprannome di *Patriarca de las Letras* che si trova nella parrocchia di Trasalba al comune ourensano di Amoeiro piazzato in una zona della riviera che i paesani la chiamano *das campanas abaixo* colmata da campi di vigneti. Visitare il Pazo-museo monografico che è anche il domicilio della Fondazione Otero Pedrayo non solo ci porta sulla vita ed opera di questo personaggio, ma è una forma ideale di conoscere come sono strutturati l'edificazioni signorili tipiche della Galizia: i Pazo, percorrendo per le tredice sale che il museo ha allestito dalla stanza da letto dell'autore alla sua scrivania, tutte arredate da attrezzi e mobili dell'epoca, giacché è stato proprietà familiare dagli inizi del '900, inoltre la biblioteca farcita dai numerosi libri che lo scrittore elargiò in vita, ricordi e oggetti personali di chi fu un accanito difensore della cultura galiziana. Il Pazo fu nel secolo scorso un ritrovo per i diversi personaggi e saggi del movemento galleguista che ancora oggi la fondazione sostiene con manifestazioni culturali e studi durante tutto l'anno, questo ente promuove anche i premi Trasalba che questo anno, entro giugno, s'assegnerà alla bibliotecaria e documentalista Olga Gallego.

venerdì 16 maggio 2008

Sul sentiero di San Munio

Una delle porte a sesto acuto della chiesa di San Munio da Veiga del romanico ogivale
Il comune di A Bola si piazza nella comarca di *Terras de Celanova* attraversata dal fiume Arnoia, un'area annaffiata da altri affluenti come lo Orille, il Puerto o il Fechiñas che la rendono *Riserva della Biosfera* è una zona dove si può fare varie itinerari di sentierismo, perció il comune ha ricuperato alcuni villaggi dimessi come quelli di San Mamede e Cacabelos per dove passa il fiume Orille e dove ci sono diversi elementi patrimoniali come Hórreos, Cruceiros e Fornaci. A Bola è stata da sempre abitata da diversi popoli dai celti ai romani evidenziato dai meravigliosi monumenti che ha come la chiesa di *San Munio de Veiga* antico monastero fondato nel IX secolo considerato una bella prova del romanico ogivale eretto da San Munio e nel medioevo dipendeva dalle ordini militari cristiane di *San Juan de Jerusalén* e di *Santiago*. Nella chiesa di *Santa Baia* sempre nel comune di A bola spicca il retablo barocco fatto da Francisco Castro Canseco, il rettorato della chiesa era l'antico priorato di Celanova che ha interessanti costruzioni etnografiche come un Hórreo a muro, un cruceiro e un peto de ánimas, costruzioni popolari che abbondano nella comarca come il cruceiro nell'atrio di San Munio o i *petos de ànimas* a Podentes ed a Veiga.
Anche a A Bola si possono ammirare dei Pazos: Pazo de Berredo, La casa grande de Sorga o il Pazo de Fruime e anche salendo al vicino monte di San Cibrao si guardano meravigliose viste dall'area ricreativa allestita dal comune, luogo dove c'è una cappella visigotica dedicata al santo.
Altro luogo in alto da far visita da dove vedere la comarca e soprattutto l'interessante castro chiamato *Castromao* a 4Chm. da Celanova che un giacimento referente poiché fu abitato a lungo almeno dal V a.c sino al II d.c, da cui si ha ricavato una pregiata informazione oltre che diversi materiali della cultura dei Celti esposti al Museo Archeologico di Ourense.

martedì 6 maggio 2008

Pieghevole (leaflet) XIII: Museo a Nosa Señora da Antiga

Questo museo è stato allestito nel 1945 e tra le sue esposizioni si trovano nove dipinti elargiti dal Cadinale Rodrigo de Castro del collegio de la Compañia fondatore del templo a Monforte de Lemos(OU) nella Ribera Sacra. L'edificio che alberga la pinacoteca di Nosa Señora da Antiga è anche conosciuto come lo Escorial Galiziano che risale alla fine del XVI secolo di architettura allo stile del rinascimento Herreriano. La pinacoteca ha un risicato numero d'opere, ma sono di gran importanza e qualità a tal punto di essere considerata una delle migliori della Galizia tra cui spiccano i due unici quadri del Greco in Galizia *San Lorenzo* e *San Francisco*; La *Visión de San Lorenzo* è un punto d'inflessione nella traiettoria di El Greco motivo per la quale formava parte della mostra monografica del genio Doménikos Theotokópoulos a Madrid anni fa e *San Francisco d'Assisi* l'altra magistrale opera dell'autore in cui il religioso pare che stia formulandosi domande sulla vita e la morte mentre sorregge un teschio.
Alla pinacoteca anche ci sono varie dipinti del pittore rinascentista italiano Andrea del Sarto *San Pedro*, *Santa Inés*, *San Juan Bautista*, *Santa Margarita de Cortona* e *Santa Catalina de Alejandria* e anche opere della chiamata scuola compostelana: *La muerte* e *El juicio Final*.
La visita guidata dentro di questo complesso architettonico, al templo di gran belleza e al collegio Escolapios de Monforte sono due alle 12:30 e alle 17:30 dove i visitatori possono ammirare oltre l'esposizione la chiesa, i due claustri, la monumentale scalinata reale costruita tra 1594 e 1603 di particolare disegno giacché ha tre arcate che puntellano tre trami d'essa senza appigli apparenti come si fosse sospesa nell'aria e il meraviglioso retablo in legno di noce scolpito da Francisco de Moure accanto alla statua orante del Cardinale di fronte a una pittura che raffigura Nosa Señora da Antiga.

mercoledì 16 aprile 2008

Pieghevole (leaflet) IX: Museo de Iconos

Nel comune ourensano di *Bande* e di fronte alla chiesa visigotica di *Santa Comba de Bande*, una gioia del XII secolo degna d'essere visitata, si trova un piccolo museo chiamato Museo dell'Icone pieno d'opere raccolte dalla appasionata dell'arte bizantina e professoresa di tecniche di sbalzamento su metalli Mª Soleda Blanco che ha arredato una piccola stalla d'un Pazo per esporre una centenaia d'opere dall'arte bizantina a sculture greche e romane inoltre ha varie tavole del gotico o rinascimentali. Un altro angolo alberga una collezione di antici specchi, cofanetti e scatole, orologi, altresì una mostra di smalti a freddo, ceramiche e acquarelli.
Alcune icone esposte sono state dipinte cento anni fa secondo la tecnica *tempera all'uovo*, cioè un antico metodo mescolando tuorlo e acqua con i colori in polvere per rendere l'opera luccicante e colorita col passare del tempo, poichè i colori avevano un forte significato nelle icone.