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giovedì 4 dicembre 2008

Il Labirinto del Pindo


L'intricata geografia del monte Pindo nel comune di Carnota(C), il quale è stato ribattezzato da Otero Pedrayo come l'Olimpo Celta, sempre ha dato vita a misteri, leggende e scaramanzie nel raggiungere la sua cima di quasi 650 metri.
Realmente lo scenario invita all'avventura, una zona situata di fronte alla foce del fiume Xallas piena d'elementi naturali che attirano il marcitore, dalla tonalità rosata delle sue pietre cangianti dal dorato al viola man mano che il sole lo sorvola, inoltre nell'inverno apparve fantasmagoricamente tra la nebbia ricordando che qui c'è un belvedere dal quale avere una suggestiva veduta delle valle che lo circondano da Fisterra a Muros, alla ammaliante disposizione del pietrame che sembra volere tuffarsi sull'ocenao e alle diverse leggende che da qui nascono che parlano di un castello, adesso in rovina, del X secolo nel luogo detto Peñafiel buttatò giù dagli Irmandiños in cui c'è una roccia con la scritta: "Re, vescovi, prebiteri e tutti con poteri recivuti da Dio sono stati scomunicati qui in questo castello".
In questa zona succedono degli smarrimenti che aggiungono misteriosità a questo scenario, ma a dire il vero la nebbia e la calata della notte possono essere le cause principali della perdita dell’orientamento dei camminatori, però è anche vero che per raggiunggere la vetta chiamata *Laxe da Moa* non ci sono sentieri segnalati perché la si puó vedere a semplice vista. La durata della scalata è di due ore su un terreno riempito di fosse, crepe e faglie rocciose.

Dal punto di vista ambientale il Pindo ha un elemento differenziatore, unico nella Galizia: La quercia nana che è protteta perchè una specie a rischio di estinzione.

martedì 28 ottobre 2008

Catasós, una scampagnata


Negli intorni boschivi di Lalín che servirono proprio a ispirazione della scrittrice Emilia Pardo Bazán nel suo romanzo "Los pazos de Ulloa" si trova la *Fraga de Catasós* nella parrocchia di Santiago de Catasós, dichiarata monumento naturale nel 2002, è un ammasso boschivo da 4,5 ettari incastrato tra monti ondeggianti e affollato di quercie e dei castagni che possono raggiungere i 3o metri e 5 metri di diametro considerati gli esemplari più alti dell'europa. Questo folto ecosistema di oltre 200 anni d'età in cui convivono licheni, muschi, insetti e uccelli da affiatare insieme un ventaglio di colori e suoni che prende il suo massimo splendore ad autunno lasciandoci una falda ocre di foglie stecchite per cui trascorrono diversi sentieri, ce ne uno che collega il rigoglioso bosco col Pazo de Quiroga scenario del suddetto romanzo, è veramente un giardino botanico dove si può gridare un evviva per la natura. Vicino di lì si trovano inoltre dei reperti archeologici come un castro e dolmen, così come il Pazo de Donfreán del secolo XVIII appoggiato su una vedetta da dove si guardano altre due parrocchie (gz.:freguesias) Donsión e Donramiro dove anticamente ci furono castelli e pazos appartenuti, secondo la leggenda, a tre nobili (gz.:fidalgos) che si spartirono tra loro queste terre.

sabato 18 ottobre 2008

Pieghevoli(Leaflet) XXII: Il Parco Archeologico di San Rocco

Su una collina del comune di Riveira affacciata alla Ria de Arousa, c'è il *Parque Periurbano de San Roque* dove si ricreano tutto quello che lasciarono per terra i nostri antenati: un abitato castreño, dolmen e petroglifi, ma ci sono altri elementi etnografici propri della galizia come colombaia e granaio, abbinando così storia e ozio. In questo museo tematico all'aperto da 175mila mq circondato da una folta boscaglia di pini e quercie intaccata da sentieri si esibisce la replica del famoso dolmen di Axeitos un monumento funebre che si trova nella parrocchia di Oleiros, qui si è anche allestito un villaggio prerromano, c'è un meraviglioso belvedere sulla Ria e il centro d'interpretazione da dove partono sentieri per far visita ai diversi giacimenti superstiti nella comarca di Barbanza nonostante i mille d'anni d'erosione ad esempio il petroglifico *A pedra das cabras*, inoltre vicino da qui si trova il belvedere della *Pedra da Rá* con magnifiche vedute sul Parco Naturale di Corrubedo.

venerdì 26 settembre 2008

Le Capanne di Suído


Oggi percorriamo lo spazio naturale di *Serra do Suído* con cime di mille metri situato tra le provincie di Pontevedra e Ourense al suo passo per il comune di Avión(OU) in cui si conservano ancora delle costruzioni popolari in pietra di gneiss a secco che servivano a rifugio di pernottamento per montanari e pastori durante le loro mansioni quotidiane d'allevamento di bestiame, la tecnica di costruzione di queste capanne(gz.:chozos) le datano tra il XII o XIII secolo nel romanico e sono testimoni di come era l'affannosa vita dei montanari, ma all'importanza etnografica delle capanne si aggiungono le piccole stalle(gz.:cortellos) annesse dove tenevano a bada i vitelli(gz.:xovencos), e i diversi sentieri acciotolati che partivano dai villaggi del municipio proprietari di esse, la cui principale economia di sussistenza si incentrava sul bestiame.
Negl'intorni d'ognuna delle costruzioni esistevano anche stabbi fatti da cumuli di pietre e l'insieme era cerchiato da lastre verticali a limitare della zona di pascoli, cioè, ogni *Chozo* era tutto uno sfruttamento agricolo allevatore.
I casolari si trovano a quota 900m sulla falda nascente delle montagne a ridosso dei forti venti approfittando anche le sue pendici per incastarle, camuffando così la parte posteriore nell'inclinazione, anzi la pendice era il pilastro d'appoggio che facilitava la sua costruzione.
L'interno dei rifugi è ridotto appena 20mq circondato a pianterreno dalle panche di pietra addossate alle grosse mura 0,8 metri da sopportare alte cariche, inoltre l'uscio è ridotto da isolare il vano, ha due finestrini laterali che servono a posti di sorveglianza per così evitare gli attachi del lupo e anche per individuare il tramonto e lo spuntar dell'alba. I lati interni dei muri sono pieni di piccole nicchie dove raccogliere cibi, abiti ed oggetti, ma gli elementi che più chiamano l'attenzione sono gli archi di sostegno del tetto aiutati dai contrafforti esterni, il tetto appunto è elaborato da grandi lastre sovrapposte e terminato da una cappa di muschi ed altri materiali in grado di dare un'ottimo isolamento termico tanto d'estate quanto d'inverno.
L'itinerario di 8chm. che il comune ha sistemato ripercorre le 7 capanne riabilitate delle 13 presenti nella zona, tra quelle *O chozo San Xurxo* e *O Chozo de Cernadas* nasce il fiume Avia, questa visita permette anche contemplare il monumento naturale *Pena Corneira* vicino ai cammini medievali del vino chiamato *Camiño Arriero* che collegano Ribadavia, capoluogo della comarca del Ribeiro, e Santiago de Compostela.

giovedì 22 maggio 2008

Sotto i massi

Tra pocchi giorni(25 maggio) a Ponteareas comune della comarca di O Condado si darà appuntamento alla celeberrima *infiorata* nel giorno del Corpus Domini (Corpus Christi) dichiarata festa d'interesse turistico nazionale in cui le strade della città verranno tappezzate da falde di fiori per il passaggio della processione, ma è anche un'occasione per fare una scampagnata tra la rigogliosa natura che circonda questa comarca piena di sorprese per gli affizionati al sentierismo, anticamente zona di passo per recarsi a Ourense attraverso cammini serpeggianti tra catene montuose dove, secondo miti, morava la temibile fiera *can-furco* che era un ibrido tra un cane e un orco(furco-urco) una specie di lupo di grandi dimensioni, possibile totem dei celti che ha lasciato toponimi come il villaggio di Cans dove fino al 24 si terra l'originale V festival di cotometraggi (gz.:curtas) o il borgo di Confurco; Anche il viandante troverà un paesaggio roccioso caratterizato dai massi errati(gz.:penas,penedos) che in questa comarca abbondano, ciascuno di loro fatti dalle mani del tempo e non dagli scapellatori del vicino Porriño, ormai famoso per i suoi filoni di granito rosa e ognuno possiede la sua propria storia fatta, questa volta sì, dall'immaginario popolare come il famoso masso(gz..penedo) che si assomiglia ad un gran dolme, situato a *San Breixo de Arcos* nel comune di Ponteareas(PO) chiamato *Pena dos Namorados* perché proprio qui due nobili innamorati s'incontravano in nascosto lontani dall'avversione che esisteva da sempre tra le loro famiglie, lei era dal *Castello di Sobroso* e lui dal *Pazo da Picaraña*, ma un giorno quando il padre della fanciulla seppe di quegli avvenimenti tra sua figliola e il figlio del suo accanito nemico, decise aspettare in agguato in quella tana con un lastrone a pensilina all'innamorato e senza dire parola alcuna l'ammazzò e nascose il cadavere in una macchia vicina. L'innamorata non tardò in arrivare al suo felice nascondiglio, ma ci aspettò ore e ore per il suo amato che mai arriverà e giorni e giorni per che lei non mollava nel suo impegno da vederlo anche se fosse l'ultima volta, affidandosi sempre ai suoi sentimenti. Una sera di luna piena vide arrivare verso lei il suo caro calvalcando a passo lento in groppa al suo ronzino , stecchito con gli occhi fuori dal suo posto. Fu allora quando cominciò a risuonare le campane delle chiese vicine al compasso di defunto --Quelli cenni sono per me!---disse il fantasma(gz.pantasma), e la ragazza corse a piú non posso da quel luogo per rinchiudersi al castello e senza dire una parola a nessuno finì i suoi giorni con malinconia e tritezza.
Questa triste storia degli innamorati che cercavano la felicità a ridosso di quel masso e altre tante le raccoglie i pannelli informativi lungo il *Roteiro dos Penedos da Picaraña* un percorso di 8Chm e di bassa difficoltà recentemente ripulito e rassettato dal comune che intende mostraci tutta questa tradizione orale che dà culto ai sassi, così il pellegrino batte per esempio la roccia conosciuta come *Pena do Equilibrio* per poi venire a sapere che qui anche venivano i seminariste per provare oltre le sue forze la loro fede. Il sentiero parte dal Cruceiro nel luogo di Serra nella parrocchia di Arcos vicino alla *Ermida das Angustias* eretta nel 1684 per poi fermarsi ai 20 massi che compongono la gita tra quelli il masso di Pedro Madruga, della Cruz, della Adega, del Moucho(it.:civetta) così come il *Coto do Castro* una vedetta da dove si può guardare la comarca in cui si ha identificato una possibile muraglia.