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giovedì 4 dicembre 2008

Il Labirinto del Pindo


L'intricata geografia del monte Pindo nel comune di Carnota(C), il quale è stato ribattezzato da Otero Pedrayo come l'Olimpo Celta, sempre ha dato vita a misteri, leggende e scaramanzie nel raggiungere la sua cima di quasi 650 metri.
Realmente lo scenario invita all'avventura, una zona situata di fronte alla foce del fiume Xallas piena d'elementi naturali che attirano il marcitore, dalla tonalità rosata delle sue pietre cangianti dal dorato al viola man mano che il sole lo sorvola, inoltre nell'inverno apparve fantasmagoricamente tra la nebbia ricordando che qui c'è un belvedere dal quale avere una suggestiva veduta delle valle che lo circondano da Fisterra a Muros, alla ammaliante disposizione del pietrame che sembra volere tuffarsi sull'ocenao e alle diverse leggende che da qui nascono che parlano di un castello, adesso in rovina, del X secolo nel luogo detto Peñafiel buttatò giù dagli Irmandiños in cui c'è una roccia con la scritta: "Re, vescovi, prebiteri e tutti con poteri recivuti da Dio sono stati scomunicati qui in questo castello".
In questa zona succedono degli smarrimenti che aggiungono misteriosità a questo scenario, ma a dire il vero la nebbia e la calata della notte possono essere le cause principali della perdita dell’orientamento dei camminatori, però è anche vero che per raggiunggere la vetta chiamata *Laxe da Moa* non ci sono sentieri segnalati perché la si puó vedere a semplice vista. La durata della scalata è di due ore su un terreno riempito di fosse, crepe e faglie rocciose.

Dal punto di vista ambientale il Pindo ha un elemento differenziatore, unico nella Galizia: La quercia nana che è protteta perchè una specie a rischio di estinzione.

martedì 28 ottobre 2008

Catasós, una scampagnata


Negli intorni boschivi di Lalín che servirono proprio a ispirazione della scrittrice Emilia Pardo Bazán nel suo romanzo "Los pazos de Ulloa" si trova la *Fraga de Catasós* nella parrocchia di Santiago de Catasós, dichiarata monumento naturale nel 2002, è un ammasso boschivo da 4,5 ettari incastrato tra monti ondeggianti e affollato di quercie e dei castagni che possono raggiungere i 3o metri e 5 metri di diametro considerati gli esemplari più alti dell'europa. Questo folto ecosistema di oltre 200 anni d'età in cui convivono licheni, muschi, insetti e uccelli da affiatare insieme un ventaglio di colori e suoni che prende il suo massimo splendore ad autunno lasciandoci una falda ocre di foglie stecchite per cui trascorrono diversi sentieri, ce ne uno che collega il rigoglioso bosco col Pazo de Quiroga scenario del suddetto romanzo, è veramente un giardino botanico dove si può gridare un evviva per la natura. Vicino di lì si trovano inoltre dei reperti archeologici come un castro e dolmen, così come il Pazo de Donfreán del secolo XVIII appoggiato su una vedetta da dove si guardano altre due parrocchie (gz.:freguesias) Donsión e Donramiro dove anticamente ci furono castelli e pazos appartenuti, secondo la leggenda, a tre nobili (gz.:fidalgos) che si spartirono tra loro queste terre.

giovedì 2 ottobre 2008

Vivande d'Autunno

L'avvento dell'autunno ci porta oltre una mescolanza di colori ed odori, il freddo e la pioggia che ci costringe a restare a casa imbandendo la tavola dai cibi della stagione ricchi di calorie.
L'autunno piovoso trasforma la Galizia in uno dei paradisi micologici di Spagna i funghi (gz.:os cogomelos), appunto sono i prodotti stella della tavola sebbene bisogna averci certa conoscienza, fare scampagnate rintracciandoli è una attività assai tradizionale, poi una volta individuati con precisione e puliti, ci sono diverse ricette dove sono i protagonisti da guardigione, strapazzati, ai brodi, ma li si possono gustare, ad esempio, nelle Feste dos Cogomelos a O Porriño e a Vilagarcia.
L'altro piatto tipico è quello derivato dal maiale(gz.:porco) di cui si approfitta tutto dalla cotanna alle interiora (gz.:tripas), non solo nella festività di San Martiño l'11 di novembre, ma durante tutto l'inverno la macellazione (gz.: a matanza) è proprio una manifestazione sociale per tutti i paesi della galizia che raduna vicini e familiari. L'autunno è anche tempo di caccia: cervo, volatili e cinghiale (gz.:xabarín) sono alcuni cacciagioni che abbondano e vengono preparati e farciti con delle specie e frutte secche, ad esempio nella zona montuosa d'O Caurel si fa il *cinghiale alla castagna* una vera prelibatezza al palato.
La zucca (gz.:cabaciña o calacux) arriva alla tavola in forma di zuppe, minestre, torte, ecc., ma anche presiede uno dei riti celta piú radicati O Samaín (Halloween) che segna il nuovo anno celta con un sorriso tenebroso.
La castagna (gz.: castaña o baloca) è il frutto della stagione autunnale che più stipa la cucina galiziana ce ne sono parecchie ricette a base di castagne perchè era quello che si mangiava prima dell'arrivo della patata(gz.:pataca) si consumano, peró ancora soprattutto arrostite al tradizionale Magosto(11 Nov.), per il Natale (gz.: o Nadal) e in feste d'esaltazione in molti borghi : *Festa da Castaña* a Folgoso do Caurel (9 Nov.) e a Paredes de Lóuzara, Samos (l'ultima domenica d'Ottobre), ecc.
L'autunno persino ci apre un ventaglio di odori frutticoli come la mela (gz.:mazá) presente in torte, marmellate e bevande come il sidro ed é esaltata alla *Festa da Mazá* a Redondela (prima dom. d'Otto.).

Questo è il secondo autunno che oltre 70 case rurali ci invitano a gustare di menu della stagione a prezzi economici compreso il soggiorno.

sabato 14 giugno 2008

Ai piedi degli strapiombi

Il comune di Cariño(C) ha da poco adattato un peschereccio per far delle passeggiate educative con cui le famiglie possono spassare una bella gita in barca guardando dal mare l'imponente litorale di Cariño e della sua comarca di Ortegal caratterizzati dagli alti strapiombi, i piú alti della falesia galiziana e dell'europea. La nave che è un tipo d'imbarcazione impiegata per la pesca costiera(gz.:baixura) di *Tarrafa* ha due rotte di differente durata col fine di imbeverarvi dal valore geologico e panoramico della fascia costiera tra Serra da Capelada e Capo Ortegal il promontorio più al nord della penisola sovrastato da un faro, zona dove il mare cantabrico e l'atlantico si salutano, in questo tratto di costa potete ammirare gli sfidanti *Os Aguillóns* contro la bravura dell'onde che sono degli isolotti a picco abitati da uno gran stormo di volatili marini. La seconda rotta vi guida lungo la costa ovest di Cariño per potere sentire gli strapiombi più alti dell'europa continentale, cosí i turisti ingaggiati guardano per primo *Punta do Limo* dalla cui parete rocciosa si versano al mare l'acque delle varie cascate di quasi 300m d'altezza che ha e poi sollevano la loro testa per guardare l'imponente *Vixia Herbeira* 614 metri d'antico massiccio.

giovedì 12 giugno 2008

Un tesoro al naturale

Il 5 giugno è stato celebrato il giorno dell'ambiente in tutto il mondo e anche qui in Galizia dove l'intorno naturale che ci circonda viene ogni volta conservato e apprezzato di più, grazie alla Red Natura 2000, a tal punto che gli spazi naturali della Gaizia aumentano con l'unico fine di salvaguardali dalle mani sbrananti dell'essere umano. In Galizia possiamo trovare una assortita natura dalle coste e rias ed ecosistemi fluviali alle catene montagnose d'entroterra grazie alla varietà climatica che queste terre possiede. Nell'attualità la rete galiziana di spazi naturali protetti rappresenta soltanto il 12% del totale del territorio, seconda regione spagnola dietro la Catalogna, ma la tendenza ad aumentarne va avanti, anzi alla fine di questo anno l'ente regionale incrementerà la superficie da proteggere in quasi 700 milioni mq creando la figura di *paesaggio protteto* oltre a quelle che già esistono: Parco Natural, Parco Nacional, Humedal (it.:palude) protegido, Zona de especial protección ambiental(ZEC) e Monumento Natural, in questa nuova tipologia saranno inserite: Fragas de Navea(OU), Penedos de Traba e Pasarela(C) e la Ribiera Sacra.
Ai parchi natuali della Galizia che finora sono 6 si incorporeranno altri quattro: Os ancares, O Caurel, Macizo Central e Pena Trevinca di questa forma l'insieme dei dieci parchi avrá 156.310 ettari.
Tra gli spazi protetti della Galizia spiccca quello di Baixa Limia-Serra de Xurés che verrá aumenrtata la sua superficie in 9.214 ettari in piú ammettendo tre nuovi comuni nell'impegno.
Il Parco Naturale del Monte Aloia(PO), il più antico della Galizia dichiarato come tale nel 1978 da singolare bellezza che sveglia l'interesse turistico grazie alla sua privilegiata ubicazione giacché si affaccia alle vallete di Baixo Miño e Louro oltre alla quantità di elementi e resti archeologici ed etnografici che alberga come la muraglia ciclopea o il castro di Alto dos Cubos, subirà anche un'ampliamento annettendo la Serra do Galiñeiro di 2mila ha.
Nella provincia di Coruña si trova le Fragas do Eume un parco naturale dal 1997 unico in europa poiché ha una gran estensione arborea del *bosco atlantico* nutrito da una rigogliosa vegetazione di felci, muschi e una varietà di narcisi specifici di questa zona ossigenati dal mare e le riviere del fiume Eume.
Nella provincia di Pontevedra dobbiamo staccare le ZEPA (zonas de especial protección de Aves) di Punta Carreirón, Bodeira, A Lanzada e il complejo intermareal Umia-O grove. In quanto ai monumenti naturali per la sua singolarità e bellezza troviamo la Fraga de Catasós.

lunedì 26 maggio 2008

Bóveda: in terre del marchese

Il Comune di Bóveda si trova nella comarca di *Terra de Lemos* in provincia di Lugo luogo di transizione tra la pianura e le montagne che formano il gran parco naturale ch'è O Courel e bagnato dai diversi fiumi Mao, Teilán o Noceda perciò è una zona ricca non solo di meravigliosi paesaggi lungo i diversi itinerai di sentierismo per guardare le diverse specie vegetali e di fauna: falconi, civette che ci sono; Ma queste terre conservano anche un ricco patrimonio artistico sia dalla cultura celta (castreña) vestigi pieni di leggende come: Castro de Freituxe, de Bustelo (Martín); medela do Gruñedo, Cova dos Mouros e castro de Agroi (San Fiz) sia artistico religioso come la chiesa di San Fiz che risale al XVI e la cappella di Ecce Homo che ha sculture del XVIII secolo all'interno tute e due nella parrocchia di Rubián ovvero il tempio a San Cristovo de Martín del 600 dove si conservano ancora delle antiche fontanelle battesimali e la cappella di San Xurxo in cui ci sono diversi resti e lapide sepolcrali quest'ultime nella parrocchia di Tuimil. Le costruzioni civile anche abbondano per tutto il comune dove spicca il Pazo dei marchesi di Bóveda anche chiamato *Pazo di San Matiño* di estile italiano e ricostruito sopra un antico monastero benedettino da Domingo Lois de Monteagudo nel XVIII secolo la cui facciata a solatio è retta da arcate, altri sono: Pazo de Guntín, La casa de Ver, Villaverde de Limia, La casa-priorato di Freituxe, la Torre de Eimer a Teilán o Pazo Meruz a Tuimil.
La ferriera di Penacoba che funzionava già dal 1780 è una visita obbligata dove sono appena restaurati i magazzi, la sala di fornace e la sala di forgiatura col suo maglio in legno e l'incudine il tutto mosso per mezzo della canalizzazione delle acque d'una diga vicina.

giovedì 22 maggio 2008

Sotto i massi

Tra pocchi giorni(25 maggio) a Ponteareas comune della comarca di O Condado si darà appuntamento alla celeberrima *infiorata* nel giorno del Corpus Domini (Corpus Christi) dichiarata festa d'interesse turistico nazionale in cui le strade della città verranno tappezzate da falde di fiori per il passaggio della processione, ma è anche un'occasione per fare una scampagnata tra la rigogliosa natura che circonda questa comarca piena di sorprese per gli affizionati al sentierismo, anticamente zona di passo per recarsi a Ourense attraverso cammini serpeggianti tra catene montuose dove, secondo miti, morava la temibile fiera *can-furco* che era un ibrido tra un cane e un orco(furco-urco) una specie di lupo di grandi dimensioni, possibile totem dei celti che ha lasciato toponimi come il villaggio di Cans dove fino al 24 si terra l'originale V festival di cotometraggi (gz.:curtas) o il borgo di Confurco; Anche il viandante troverà un paesaggio roccioso caratterizato dai massi errati(gz.:penas,penedos) che in questa comarca abbondano, ciascuno di loro fatti dalle mani del tempo e non dagli scapellatori del vicino Porriño, ormai famoso per i suoi filoni di granito rosa e ognuno possiede la sua propria storia fatta, questa volta sì, dall'immaginario popolare come il famoso masso(gz..penedo) che si assomiglia ad un gran dolme, situato a *San Breixo de Arcos* nel comune di Ponteareas(PO) chiamato *Pena dos Namorados* perché proprio qui due nobili innamorati s'incontravano in nascosto lontani dall'avversione che esisteva da sempre tra le loro famiglie, lei era dal *Castello di Sobroso* e lui dal *Pazo da Picaraña*, ma un giorno quando il padre della fanciulla seppe di quegli avvenimenti tra sua figliola e il figlio del suo accanito nemico, decise aspettare in agguato in quella tana con un lastrone a pensilina all'innamorato e senza dire parola alcuna l'ammazzò e nascose il cadavere in una macchia vicina. L'innamorata non tardò in arrivare al suo felice nascondiglio, ma ci aspettò ore e ore per il suo amato che mai arriverà e giorni e giorni per che lei non mollava nel suo impegno da vederlo anche se fosse l'ultima volta, affidandosi sempre ai suoi sentimenti. Una sera di luna piena vide arrivare verso lei il suo caro calvalcando a passo lento in groppa al suo ronzino , stecchito con gli occhi fuori dal suo posto. Fu allora quando cominciò a risuonare le campane delle chiese vicine al compasso di defunto --Quelli cenni sono per me!---disse il fantasma(gz.pantasma), e la ragazza corse a piú non posso da quel luogo per rinchiudersi al castello e senza dire una parola a nessuno finì i suoi giorni con malinconia e tritezza.
Questa triste storia degli innamorati che cercavano la felicità a ridosso di quel masso e altre tante le raccoglie i pannelli informativi lungo il *Roteiro dos Penedos da Picaraña* un percorso di 8Chm e di bassa difficoltà recentemente ripulito e rassettato dal comune che intende mostraci tutta questa tradizione orale che dà culto ai sassi, così il pellegrino batte per esempio la roccia conosciuta come *Pena do Equilibrio* per poi venire a sapere che qui anche venivano i seminariste per provare oltre le sue forze la loro fede. Il sentiero parte dal Cruceiro nel luogo di Serra nella parrocchia di Arcos vicino alla *Ermida das Angustias* eretta nel 1684 per poi fermarsi ai 20 massi che compongono la gita tra quelli il masso di Pedro Madruga, della Cruz, della Adega, del Moucho(it.:civetta) così come il *Coto do Castro* una vedetta da dove si può guardare la comarca in cui si ha identificato una possibile muraglia.

martedì 20 maggio 2008

Pieghevole (leaflet) XIV: La Barca-Museo Reina del Carmen

L'imbarcazione in legno *Reina del Carmen* di 25m di lunghezza e 6m di longhezza ha una doppia storia la prima che durante 30 anni si dedicava alla pesca del tonno percorrendo il vicino Oceano Atlantico con i suoi 14 marinai a bordo fino alla fine del 98 quando il comune di Burela s'interessa prima d'esserne rottamata e l'approffita per sistemare in lei un museo gallegiante da dove mostraci il patrimonio marittimo della zona oltre che essere una ottima piattaforma all'insegnamento e l'educazione ambientale dove gli scolari e turisti durante tutto l'anno sono illustrati dal rapporto tra lo azzurro e l'uomo, questo impegno l'ha portata ad ottenere la bandiera blu dell'UE. Già sulla barca si vede che tutto è ben arredato e conservato dal ponte alla stiva in cui il visitatore potrá sapere di piú sulle tecniche e l'arti di pesca mediante una mostra di atrezzi impiegati nel mare dai stroppi alle nasse, dalle reti impiegate nella pesca del tonno del Nord agli ami usate nel metodo di pesca: *il curricán* il tutto ben spiegato anche con un video di come si dava la caccia al tonno.

venerdì 16 maggio 2008

Sul sentiero di San Munio

Una delle porte a sesto acuto della chiesa di San Munio da Veiga del romanico ogivale
Il comune di A Bola si piazza nella comarca di *Terras de Celanova* attraversata dal fiume Arnoia, un'area annaffiata da altri affluenti come lo Orille, il Puerto o il Fechiñas che la rendono *Riserva della Biosfera* è una zona dove si può fare varie itinerari di sentierismo, perció il comune ha ricuperato alcuni villaggi dimessi come quelli di San Mamede e Cacabelos per dove passa il fiume Orille e dove ci sono diversi elementi patrimoniali come Hórreos, Cruceiros e Fornaci. A Bola è stata da sempre abitata da diversi popoli dai celti ai romani evidenziato dai meravigliosi monumenti che ha come la chiesa di *San Munio de Veiga* antico monastero fondato nel IX secolo considerato una bella prova del romanico ogivale eretto da San Munio e nel medioevo dipendeva dalle ordini militari cristiane di *San Juan de Jerusalén* e di *Santiago*. Nella chiesa di *Santa Baia* sempre nel comune di A bola spicca il retablo barocco fatto da Francisco Castro Canseco, il rettorato della chiesa era l'antico priorato di Celanova che ha interessanti costruzioni etnografiche come un Hórreo a muro, un cruceiro e un peto de ánimas, costruzioni popolari che abbondano nella comarca come il cruceiro nell'atrio di San Munio o i *petos de ànimas* a Podentes ed a Veiga.
Anche a A Bola si possono ammirare dei Pazos: Pazo de Berredo, La casa grande de Sorga o il Pazo de Fruime e anche salendo al vicino monte di San Cibrao si guardano meravigliose viste dall'area ricreativa allestita dal comune, luogo dove c'è una cappella visigotica dedicata al santo.
Altro luogo in alto da far visita da dove vedere la comarca e soprattutto l'interessante castro chiamato *Castromao* a 4Chm. da Celanova che un giacimento referente poiché fu abitato a lungo almeno dal V a.c sino al II d.c, da cui si ha ricavato una pregiata informazione oltre che diversi materiali della cultura dei Celti esposti al Museo Archeologico di Ourense.

lunedì 28 aprile 2008

Pieghevole (leaflet) XII: Museo vivente O Enredo do Abelleiro

Da sempre a Isidro Pardo Varela gli ha ficcato il pungiglione della curiosità per le api al punto di allestire e dirigere dal 1994 il *Museo vivente do mel: O enredo do Abelleiro* nella parrocchia di Portodemouros nel comune corugnese di Arzúa con cui ha vinto diversi premi, il museo ha lo scopo non solo di farci frullare le ali all'interno d'una arnia e assaggiare il miele, ma per mostrarci gli studi che si svolgono sull'apicoltura nel suo laboratorio avanzato per la analisi della qualità del miele, la pappa reale e il polline, perciò è anche un centro didattico mirato agli professionisti del settore, i scienzati e gli scolari che si recano qui per sapere di più dove si spiegano con pannelli e fototografie tutti i processi: dai lavori dell'api passo dopo passo alla transizione dagli antici alveari all'apicoltura attuale, dalle procedure nell'estrazione dal favo alla decantazione e invasatura; All'esterno del complesso museografico si può ammirare tutto tipo di arnie circondate da un ricco giardino botanico con il suo stagno e perfino un apiario dove si allevano l'api con dei favi mobili, il tutto per conoscere dal vivo perché questi insetti che lavorano senza sosta fanno bene all'ambiente e alla salute.

giovedì 24 aprile 2008

Alberi singolari

Sono ormai 7 gli alberi della comarca che sono stati inclusi nel *Catálogo Galego de Árbores Senlleiras (it:singolare,da seguire)* avviato dalla Consellería de Medio Ambiente della Xunta nato un anno fa con l'obbiettivo di provvedere delle misure protettive verso quegli alberi che meritino essere conservati non solo per il loro valore scientifico, estetico, monumentale o ornamentale, anzi in molti raccontano, come testimoni muti, della storia o degli avvenimenti dei paesi dove sono piantati.
Nell catalogo figurano ben più di cento alberi e una ventina di alberature da conservare e alcuni esemplare da restaurare o curare, non solo dagli avvisi dei tecnici ambientali altri si incorporano alla lista tramite riferimenti da particolari, enti municipali o associazioni, ma secondo questa normativa varata della Xunta anche gli spazi nei dintorni che albergano gli alberi possono esserne sottoposti s'è neccessario a protezione o sorveglianza, cioè, perchè alcuni si trovano entro recinti privati la norma vuole che qualsiasi azione o progetto che gli può affettare dev'essere approvata dall'ente, e naturalmente è vietato la tagliata.
La maggioranza degli alberi catalogati della comarca si trovano nel mio comune:

Una magnolia presso il giardino del *Pazo de Rubiáns*nel comune di Vilagarcia è un paradiso per gli amanti della botanica in cui ci sono più d'una centinaia di specie diverse attecchiti già dal 1764, riassettato nel 1850 allo stile francese con delle Camelie arrivate dal Potogallo fatto che dà via a una parte della storia natura delle *Rias Baixas*, ma nel giardino si può trovare giganti eucalipti azurri che possono raggiungere 12metri la bracciata.

Il giardino di Artime situato di fronte al giardino della spiaggia Compostela nel comune di Vilagarcia, stavano uniti prima d'esserne spaccati dalla strada verso Santiago. Qui attecchisce un tassodio o cipresso calvo che risale al 1794 circa quando esisteva una fabbrica di conciatura e cuoietteria considerata culla dell'industria di Vilagarcia che adesso è incentrata sulle attività del mare.


Ma anche alberi da frutto sono stati catalogati come questo Fico (gz.:Figueira) che cresce sulla vetta del monte Siradella nel comune di O Grove che è stato inserito nella lista non solo perché continua a dare fichi rossi come il sangue d'un giustiziato, ma per simboleggiare il carattere agguerrito, la tradizione e la storia del paese: fu proprio qui dove, secondo la leggenda, ebbe impiccato dal popolo unito O Meco tiranno signore feudale del luogo che faceva uso del diritto di cogliere le primizie delle spose dei propri vassalli, popolo che rispose ¡Matámolo todos! alla domada della giustizia: ¿Quén matou ao Meco?

martedì 22 aprile 2008

Secondo lo stillicidio dei sassi...

La *Costa da Morte* è conosciuta, oltre ad essere l'orlo dell'Europa, dalla fierezza con cui l'Atlantico batte contro la falesia galiziana intentando sollevarla, ma questo rozzo spettacolo fa dimenticare l'altra parte della natura quella leggiadra, l'amata cascata (gz.:Fervenza o cadoiro) da fiocchi d'acqua dolce che sgocciolano sulla sua faccia selciata come un pregio verso lui da chiudere il desideroso ciclo della vita. C'è, secondo pettegoli, una dozzina di capricciose cascate in questa zona che rumoreggiano solo se l'acqua piovana le abbeverino e così fare degli incantesimi suoni che attirano il flusso turistico, le belle si trovano sui corsi dei principali fiumi della comarca: Xallas, Anillóns, el Grande o el Castro e anche sui loro affluenti che si divaricano per giocare a fare salti come quello di Rus (Carballo) o più vicino a 4Chm. quella che si trova a San Paio-Entrecruces (Carballo) nata dal seno del fiume Taboada, raggiungibile solo a piedi su un piacevole sentiero. Alcune sono accompagnate dai suoi vezzosi fratelli un po' fanfaroni come il *Pozo da Forca* che si trova nel comune di Cabana, nella fuoristrada tra Riobò e Cabana AC-552 , pozzo profondo che racconta delle leggende: travi d'oro che galleggiano o donne che appaiono per appagare qualche desiderio sono alcune che allo stesso modo ci referisce il *Pozo de la señora* a Ponteceso scavato da *A Pedrosa*, ma non può mancare su questa piccola lista la cascata *O Rabiñoso* alle falde del monte Meda-Zas vicino a Vilar Ramilo

Cascata O Ézaro la più grande e la più conosciuta della Costa da Morte è nella omonima parrocchia di *O Ézaro* del comune di Dumbria il cui splendore solo si può ammirare in certe date quando la sua diga Santa Uxía scarica l'acqua del fiume Xallas (64Ch.), questa cattedrale dell'acqua è stata ricordata da diversi scrittori da Murguìa che nella sua *Historia de Galicia* ricorse a antici documenti lasciandoci l'ipotesi che la cascata fu creata da un terremoto nel XII secolo cambiando l'alveo del fiume, al poeta Eduardo Pondal che scrise *feros corvos* ambientati su questa lacrima della Galizia.
Caldeiras do Castro siempre insieme alle sue piccole pozze è nella parrocchia Couceiro del comune di Muxía vicina alla capella di *Santo Outelo* del XVII secolo

Cascata A Pedrosa conosciuta anche come A Brexeira è nella parrocchia di Cospindo del comune di Ponteceso a poco più di 10min a piedi da O Couto dove c'è un'altra, è poco conosciuta perché il suo cattivo accesso, ma anche la passeggiata lo merita

La cascata di Rus è nella parrocchia di *Ferveda de rus* del comune di Carballo, nella strada tra A Canosa (via Santiago-Carballo) e Sofán