Tutti gli anni ad A Coruña durante tutto il mese d'Agosto si omaggia a una galiziana d'onore con la *Festa de María Pita* che questo anno ha fatto coincidenza con un'altra festa *Crunia 1208* che commemora l'otto centenario della nascità della città. Però, Chi era María Pita al suo secolo *Mayor Fernández de la Camara y Pita*?.martedì 18 novembre 2008
La Femminilità dell'Eroismo
Tutti gli anni ad A Coruña durante tutto il mese d'Agosto si omaggia a una galiziana d'onore con la *Festa de María Pita* che questo anno ha fatto coincidenza con un'altra festa *Crunia 1208* che commemora l'otto centenario della nascità della città. Però, Chi era María Pita al suo secolo *Mayor Fernández de la Camara y Pita*?.venerdì 14 novembre 2008
Fra Castagneti
giovedì 6 novembre 2008
Racconti da Muxía
giovedì 30 ottobre 2008
Alzatevi e andatene
Ogni terza domenica di settembre alle dieci del mattino parte, di solito, dalla chiesa di Santiago da Pobra do Deán sita nel villaggio di A pobra do Caramiñal (C), una delle più strabilianti processioni della Galizia che raduna oltre 40mila persone tra devoti, offerenti, accompagnatori e curiosi, si chiama il corteo delle sindoni(gz.: das mortallas) ovvero la *Festa do Divino Nazareno* santo onorato dai molti fedeli suoi che vedendosi alle porte della morte sono riusciti a scamparsi grazie alla sua mediazione.
Un lungo corteo di oblatori o risuscitati indossando sai(gz.:saios) viole stretti con una cordicella e candela in mano, immitando così l'immagine del santo, vanno ciascuno dietro la sua bara(gz.:ataúde o cadaleito) (in affitto) portata da quattro familari e accompagnato dagli amici e vicini, poi percorrono le viuzze del paese dietro l'immagine di *Noso Pai Nazareno*. I bambini anche partecipano con veste e bare bianche, altri penitenti vanno scalzi portando il cero ringraziandogli i favori recivuti nella vita.
Questo rituale di risorgimento, insieme a quello che si fa a Ribarteme(PO) il giorno di Santa Marta (29Luglio) sono gli unici riti del genere che si fanno nella Galizia, è un atteggiamento rispettoso e familiare nei confronti della morte propria della filosofia tradizionale galiziana a differenza d'altre culture che possono considerarla macabra. Questa sagra servì di spunto a Ramón Mª Valle-Inclán per scrivere *Viana del Prior*.
giovedì 18 settembre 2008
Tra Giganti e Ciclopi
Nella mitologia galiziana possiamo trovare o almeno sentire parlare di certi esseri e personaggi di grandi proporzioni come è il caso dell' *O Olláparo* anche chiamato *Ollapín*, gli Olláparos sono ciclopi, cioè, hanno un solo occhio sulla fronte, anche se alcuni lo hanno anche nella collottola che causano il malocchio , queste creature di carattere grezzo vivono in grotte delle foreste, e gustano inghiotire persone e volatili a portata di mano di solito sposano le *olláparas* grandi, temibili come loro, ma anche governanti e le si attribuisce la cattiveria indotta sui loro mariti per commettere certi fattacci.Coruña quando era un'isola aveva a capo il gigante Breogán che mandò a costruire al di lá del mare una torre che servesse di sorveglianza e di referimento ai naviganti. Un giorno da quella vedetta Ith, figlio di Breogán, vede in lontanaza una terra verde e chiese a suo padre di andar a riconocerla. Dopo Ith, che ci si inoltrò e mai ritorno per non obbedire suo babbo di non scavalcare del suo cavallo, i suoi fratelli percorsero lo stesso cammino e da allora tutti i popoli della sponda atlantica d'Europa siamo fratelli. Molti anni dopo quando non aveva traccia di quel torrione, arrivò a quell'isola navigando sulla sua coppa d'oro un altro gigante greco chiamato Hércules (it.:Ercole) col proposito di rubare il bestiame d'un altro gigante di tre corpi e tre teste di nome Xerión. Sull'isola litigarono durante quattro giorni senza sosta finché Hércules riuscí a mozzargli le teste d'un solo colpo, poi le seppellì e sorpra esse eresse il conosciuto torrione-faro di Hércules.

domenica 14 settembre 2008
I Primaticci dell'Apostolo
Tradizione e fedeltà si mischiano nella famosa processione delle uve e il mais che ogni anno il 24 luglio, vigilia della ricorrenza del Santo Apostolo Santiago, i paesani della parrocchia O Burgo nel comune di Pontevedra celebrano portando sulle spalle il *Santiaguiño do Burgo* in corteo fino al fondo *A Santiña* dove, secondo la leggenda, l'Apostolo si sostò durante il suo pellegrinaggio per Galizia e benedisse i frutti del terreno, è una tradizione che perdura viva ancora oggi dopo tanti anni di storia grazie alle credenze popolari nonostante la modernità. domenica 22 giugno 2008
La nottata di San Gianni (Xoán)
sabato 24 maggio 2008
Rita Mancini Ferri “Santa Rita”,Vilagarciana d'adozione
Al villaggio di Roccaporena a 10Chm. da Cascia tra le montagne della provincia di Perugia nacque nel 1381 Rita Mancini Ferri che diventerà *Santa Rita* dopo essere una carina moglie, madre esemplare e sofferente vedova, figlia unica del matrimonio tra Antonio Mancini y Amada Ferri di avanzata età e essendo neonata, secondo la leggenda, un gruppo d'api bianche annidò nella sua bocca producendo il miele senza farle male alcuno circostanze queste che destano fin dagli inizi ammirazioni e allegrie tra i paesani. Durante la sua adolescenza Rita si dedica allo studio e alla pregaria volendo essere una religiosa, ma con l'opposizione dei suoi genitori gli anni trascorsero e lei a 16 anni fu costretta a sposare Paolo Mancini un rozzo e screanzato uomo che la bistrattava, però, Rita riuscí a domarlo con rassegnazione e bontà dandogli due gemelli che muorono dalla peste nera. Rita rimase sola dedicando i giorni alla carità e le orazioni che svegliarono la sua pretesa d'essere suora e dopo essere respinta tre volte finalmente fu ammessa al convento delle Agostiniane Santa Maria Magdalena di Cascia nel 1417 a 36 anni. Durante i 40 anni che ce ne passò, morì il 22 maggio 1457, succederono certi avvenimeti prodigiosi, svelati dallo storico Luigi Jacobilli, come la stigmatizzazione della sua fronte ovvero il germoglio di rose a inverno, e altri fatti che la portarono alla sua canonizzazione nel 1900 dal Papa Leone XIII.venerdì 2 maggio 2008
È arrivata la primavera
Quello che l'etnografia chiama *Ciclo de Maio* è una serie di antici riti e ceremonie per lo più, nella nostra regione, tramandata dalla cultura d'origine Celta, ma per tutta l'europa si trovano le medesime costumi d'origine Greca o Romana festeggiate nelle date intorno al primo Maggio; Questi festeggiamenti celebrano l'avvento del buon tempo, così come da augurare una buona raccolta e da scongiurare le piaghe contro gli animali e i malefici contro la gente e i propri beni.Oggi la tradizionale ricorrenza *Festa dos Maios* al comune di Vilagarcia che è ancora il festeggiamento del paese meglio conservato da lontani tempi si esalta con vari tipi di Maios: gli artistici decorazioni di tematica diversa, le croci, le barche, le casse sono d'ornato semplice fatte dai ragazzini, le capannuccie (gz.:palleiros) o i Maios conici sono i più vistosi il cui scheletro è formato da canne ricoperto da rami di finocchio e di fiori della stagione generalmente sovrastato da una croce o corona, ma soprattutto la manifestazione più seguita è che dappertutto e su qualsiasi cosa che vogliamo vada avanti o tira a campare gli si appendono un mazzo di ginestra :sulla porta d'ingresso delle case,negli orti, nelle vetture e moto, ecc.

venerdì 4 aprile 2008
Matematica sacra
Applicandosi la formula matematica di Karl Friederich Gauss quest'anno, quindi, non si è celebrata la ricorrenza d'inverno in onore a *San Beito* perchè il 21 Marzo fa coincidenza col venerdì santo e liturgicamente non si può fare messa, questo accade ogni 95 anni e l'ultimo fallimento della festività fu nel 1913, cioè ogni generazione le tocca; La celebrazione della Pasqua, la crocefissione e resurrezione di Gesù, fu stabilita durante il Concilio di Nicea nel 325 d.c, la domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera per non farla coincidere con la Pasqua Ebraica che le chiese orientali di Siria, Cilicia e Mesopotamia determinavano a partire dal calendario ebraico, mentre Alessandria e Roma invece seguivano un calcolo differente, attribuito a papa Sotero.
Matematicamente i lunedì di pasqua si celebra tutti gli anni al *Monasterio da Armenteira* nel comune di Meis la sagra in onore alla *Virxe das Cabezas*, una santa specialista in guarire emicranie, mal di testa e tutte le malattie di questa parte del corpo, anzi fa miracoli con gli esami. I devoti arrivano da tutto O salnés portando in mano *os exvotos* in forma di testa per ringraziare la santa e participando alle messe agni ora durate tutto il giorno.
Un'altra *Romería* è avvenuta la domenica dopo pasqua nella parrocchia di *Paradela* del comune di Meis dove si fa una oblazione a *San Gregorio* con un gigante *Bolo*, questa volta la dolce offerta è stata composta da oltre 6 mila uova dentro di 40chili di massa e poi di ascoltare la messa è stato elargito tra i pellegrini giunti dai borghi vicini.
mercoledì 6 febbraio 2008
Dov'è la guarigione?
Per quelli bimbi che non magiavano e neanche giocavano, cioè avevano con loro *O enganillo*, c'era un rimedio per buttarlo fuori, dunque si radunavano tre Maruxas e gli portavano ad un cespuglio di rovi (gz.:Silveira) che avesse un buco tra essi, poi una Maruxa passava il bimbo per il buco e diceva a quella che era dell'altro lato "Maruxa prendi!" e quella le chiedeva "Cosa mi porti?"
"O enganillo per la grazia della madonna Maria" rispondeva la prima. Poi riportavano il bimbo sopra i rovi, ripetendo lo stesso dialogo, e così tre volte.
Ma oggigiorno chi in Galizia passa fame, se questa terra è piena di sagre gastronomiche?:
La domenica prima del mercoledì delle Ceneri c'è una tradizione alla parrocchia *Santa Comba de Cordeiro* nel comune di Valga di fare *Il corteo degli zamponi (gz.:A procesion dos lacons)* nella *Festa della Candelaria*, cioè i Santi in corteo sono accompagnati dalle donne del borgo che portano sulle loro teste dei canestroni riempiti di zamponi e anche dagli zampognari percorrendo insieme, a marcia lenta durante tre ore, tutto il municipio dalla capella di Vilar fino alla chiesa parrochiale di Cordeiro in cui, una volta battezzati i canestroni, sono messi in asta.
Anche la scorsa domenica nel rione di Sar a Santiago è stata festeggiata la sagra in onore a San Blas (it.:San Biagio), come al solito, sotto un'abbondante pioggia che non ha impedito d'allestire le bancarelle con le ciambelline neanche ai devoti di portare alla *Collegiata di Sar* dei panini da esserne battezzati ovvero avvicinarsi per recivirne da parte del parroco, che durante tutto il giorno ha consegnato più di 2 mila panini.
San Blas gli attribuiscono le guarigioni miracolose del male di gola e perciò è il patrone dei laringologhi, quindi se in questo inverno ventoso abbiate dimenticato d'indossare la sciarpa, allora mangiate il sacro panino di San Blas.
martedì 22 gennaio 2008
Una devota asta...
