martedì 8 aprile 2008

Pieghevole (leaflet) VII: Museo da Escola e a Infancia

Il luogo dove tutti possiamo rinascere e spassarci il tempo giocando come quando eravamo bambini e facevamo la scuola si chiama *Museo da Escola* arredato da centenaia di libri scolastici del XIX, gioccatoli, ritagli e ricordi del proprio passato e altrui, simboli che attirano tanto i padri quanto ai loro rampolli; Questo museo è situato nell'antico collegio religioso *Santa Leonor* nel famoso comune per avere l'unica stazione sciistica della Galizia *A Pobra de Trives*.
Nel 1908 i fratelli delle scuole cristiane La Salle arrivarono a Trives risidiendo inizialmente nel palazzo che oggi é un ostello per poi traslocarsi all'edificio che alberga il museo dove si hanno istruiti generazioni di trivesi, per tuttociò quest'anno si celebrano vari manifestazioni per i centi anni dell'avvento.
Appena varcato la porta d'ingresso il visitatore s'immerge in un'altro tempo, quello da bambino, attraverso gli scaffali, i banchi, le pareti, le scravanie ripieni di libri, matite, pennarelli, lavagne, enciclopedie, cartoncini ritagliabili, temperamatite, fumetti, astucci, perfino i contratti di assunzione dei maestri del 1923, così come panneli imformativi di come s'insegnava e l'abitudini nella scuola d'allora.
Il museo è anche un centro d'interpretazione storico-culturale della comarca in cui c'è la mostra permanente *La Montaña de la Vida* un percorso guidato per la musica, le immagini, l'usanze e la storia, dai tempi romani ad oggi, dei montagnari che abitavano e abitano i monti che circondano Trives.

domenica 6 aprile 2008

Da Esmelle a Venezia

Racconta una leggenda che la pioggerella (gz.:orballo) calata sui campi di *Esmelle* durante la nottata di *San Juan* ha poteri curativi, anzi i più vecchi della *val de esmelle* ci narrano ancora oggi delle vicende avvenute cent'anni fa: come quella d'una donna affetta di rogna che era stata rincorsa dai paesani per tutto il villaggio fino ad arrivare alla boscaglia vicina perché fosse bagnata da questa mite pioggia, guarda caso, la moglie guarì.
Questi miti e leggende, così come costumi, tradizioni, feste, e riti sono stati raccolti e registrati col magnetofono di casa in casa formando parte dell'archivio immateriale del *Progetto Esmelle* arrichito inoltre da oltre 1300 antiche foto scattate da un conosciuto vicino, questa iniziativa collettiva che intende rivalorizzare questa valle situata nella parrocchia di Esmelle, un villaggio di 600 abitanti a 8 Chm. dal *Ferrol*, mediante il recupero del patrimonio materiale e immateriale della zona, nonché l'approfittarsi delle risorse naturali.
Prima della fine 2003 data del via dei lavori, l'associazione di vicini della valle di Esmelle aveva edito un rotocalco con motivo della festa patronale del borgo su cui riferivano il ricco patrimonio etnografico che hanno, ma sconosciuto tra i paesani, questo fatto stuzzica la coscienza collettiva nel riflettere sulla loro identità e l'origine del villaggio; Gli inizi, però non erano stati facili perché bisognava convincere gli scettici contadini, patroni dei 22 mulini abbandonati della zona, che acconsentiessero il loro arredamento cedendo col vedere come aveva rimasto il primo mulino assettato il *Muiño de Outeiro*.
I membri di questa esemplare comunità lavora ancora oggi le domeniche per avverare il progetto, tutto questo sforzo è stato ricompensato nel 2005 con un premio Agader per la sua coesione nell'ambito rurale e per la sua buona pratica nello sviluppo sostenibile, anche il borgo è appena stato eletto dal *Comité habitat español* del *Ministerio di Vivienda* per participare nei VII premi internazionali delle buone pratiche dell'UN, questa impresa riceve anche aiuti economici dalla Xunta, dalla Deputación da coruña e dal comune di Ferrol.
Venti e due mulini, fontane, croci (gz.:cruceiros), lavatoi (gz..lavandoiros), horreos, dolmen (gz.:mámoa), una pieve del XVII secolo e perfino un castro sono alcuni degli elementi architettonici etnografici catalogati dall'associazione che dovrá sistemare, finora ne ha strappato dalla selva i mulini di *Outeiro* e *das Salgueiras* e ha sgombrato la fontana *da Evarista*, ma gli impegni sono tanti, dai lavori di scalpellatura (g.:cantería), la segnaletica degli itinerari di sentierismo, la coltivazione delle specie autoctone ai corsi sullo sfruttamento sostenibile del monte e alla creazione d'un museo etnografico presso il *Muiño do Ferreiro*.
Tra le rotte di sentierismo disegnate si trova la *Ruta dei sensi* sulla quale si può sentire al tatto la rugosità degli alberi, odorare il profumo dei fiori mentre si gusta una frutta silvestre ascoltando lo scorrere dell'acqua e alla fine contemplare il firmamento tempestato accompagnato dalla natura.
Un altro itinerario è quello del *Camiño do Mago Merlín* che trascorre vicino al mulino di Outeiro in cui c'è una statua in onore allo stregone protagonista di *Merlín e familia* che abitava questa selva, prosa scritta dal fantasioso scrittore e uno dei principali della letteratura galiziana *Alvaro Cunqueiro* che scrise quasi alla fine della sua vita in lingua spagnola *Vida y fugas de Fanto Fantini della Gherardesca* incentrato sulle vicissitudini del capitano Fanto nato a Borgo San Sepolcro in aprile del 1450 insieme al suo cavallo *Lionfante*, sì, proprio quei che aveva fatto la famosa arringa davanti il senato della serenissima repubblica di Venezia con l'intenzione di scagionare il suo patrone.

venerdì 4 aprile 2008

Matematica sacra

Applicandosi la formula matematica di Karl Friederich Gauss quest'anno, quindi, non si è celebrata la ricorrenza d'inverno in onore a *San Beito* perchè il 21 Marzo fa coincidenza col venerdì santo e liturgicamente non si può fare messa, questo accade ogni 95 anni e l'ultimo fallimento della festività fu nel 1913, cioè ogni generazione le tocca; La celebrazione della Pasqua, la crocefissione e resurrezione di Gesù, fu stabilita durante il Concilio di Nicea nel 325 d.c, la domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera per non farla coincidere con la Pasqua Ebraica che le chiese orientali di Siria, Cilicia e Mesopotamia determinavano a partire dal calendario ebraico, mentre Alessandria e Roma invece seguivano un calcolo differente, attribuito a papa Sotero.
Ma il martedì dopo pasqua, i fedeli hanno raggiunto la chiesa di Santa Cristina nella parrocchia di Cobas nel comune di Meaño per onorare *San Beito de Palermo*, equivale al Benito degli spagnoli e al Benedito o Bento dei portoghesi, santo nero avvocato delle anime del purgatorio, guaritore dei mali della pelle e della mente. Nel tempio si conserva una statua di San Beito della seconda metà del secolo XVII. La statua di legno è coperta da un mantello di stoffa, ha un crocifisso nella destra e regge un teschio sul palmo della sinistra, da cui pendono alcuni nastri usati per appendere ed esibire le banconote offerte dai devoti.
Matematicamente i lunedì di pasqua si celebra tutti gli anni al *Monasterio da Armenteira* nel comune di Meis la sagra in onore alla *Virxe das Cabezas*, una santa specialista in guarire emicranie, mal di testa e tutte le malattie di questa parte del corpo, anzi fa miracoli con gli esami. I devoti arrivano da tutto O salnés portando in mano *os exvotos* in forma di testa per ringraziare la santa e participando alle messe agni ora durate tutto il giorno.

Un'altra *Romería* è avvenuta la domenica dopo pasqua nella parrocchia di *Paradela* del comune di Meis dove si fa una oblazione a *San Gregorio* con un gigante *Bolo*, questa volta la dolce offerta è stata composta da oltre 6 mila uova dentro di 40chili di massa e poi di ascoltare la messa è stato elargito tra i pellegrini giunti dai borghi vicini.

mercoledì 2 aprile 2008

Pieghevole (leaflet) VI: Casa-Museo Pazo da Cruz

Nella parrocchia San Pedro da Hermida del comune di Santiago de Covelo (PO) si trova un bel spazio dedicato all'etnografia dove si ricrea l'ambiente della Galizia rurale e signorile dei secoli passati, presso il *Pazo da Cruz* del XVIII secolo, attraverso oltre 3800 oggetti e altri tanti documenti, foto e materiale audivisivi che l'entusiasta Maximino F. Sendín ha raccolto durante 30 anni; A parte di ammirare l'insieme architettonico tradizionale della comarca, poichè il *Pazo* conserva ancora il mobilio dell'epoca, il suo portone d'ingresso in legno e il cortile interno, le scale e i muri, tutti lastricati in granito, il visitatore potrà anche guardare l'esposizione permanente proggetata dal *Centro di studi A Paradanta* sulla *Storia del pane, cereali, mulini e forni dal neolitico a oggi*, e un'altra collezione dedicata alla *Storia delle chiavi e le serrature*.
Insomma la *Casa-Museo Pazo da Cruz* è il luogo in cui si tocca, si participa in vivo degli antici mestieri dal panieraio a quelli dello zoccolaio (gz.:tamanqueiro) e dove si sente gli odori di questa terra che ci desta i sensi e ci trascina a rivivire gli anni di nostri nonni.

lunedì 31 marzo 2008

I corvi bianchi parlano Galiziano

Nella prestigiosa lista 2008 *White Ravens Catalogue* indetta dalla casa editrice tedesca ICDL si è accluso il libro *O sorriso de Daniela* scritto da Carmen Gil e illustrato dall'argentina Rebeca Luciani, edito dalla casa editrice galiziana Kalandraka per essere uno dei migliori album per ragazzi pubblicati in Spagna l'anno scorso che è già stato presente nella itirenante *Mostra Internazionale d'Illustrazione per l'infanzia* tenutasi alla fine dell'anno scorso a Sarmede (TV), questa lista in cui apparino ogni anno i 250 migliori libri infantili, giunti da oltre 50 paesi e in 30 lingue varie, è elencata di solito da una giuria composta di linguisti di vari paesi presso la *Biblioteca Internazionale della gioventù*.
Questo libro che narra delle storie legate da un filo: il sorriso che si contagia da un personaggio ad un altro provocandogli ottimismo fino a arrivare a Daniela, sarà presente nella 45a edizione della *Fiera Internazionale del Libro per Ragazzi* che si terrà a Bologna tra il 31 marzo e il 3 aprile 2008 in cui kalandraka participa come espositore e mostrerà anche la sua collezione in Italiano *Libri per sognare*, ugualmente sarà presente con oltre 70 titoli (tradotti in varie lingue compreso l'italiano) un'altra casa editrice galiziana OQO che in questa edizione riceverà una menzione dei premi *Bologna Ragazzi Award* nella categoria fiction per il suo libro *Gran libro de los retratos de animales*, un altro libro di questa casa *Ovos duros* che è un racconto popolare del Magred è anche stato premiato con una menzione speciale agli *White Ravens*.
La raccolta *As fábulas de Leonardo da Vinci* in Galiziano è appena stata pubblicata da *Cumio* la cui traduzione è stata fatta da Susana Rodriguez Bercia con illustrazioni a cura di Rossana Casano, c'è anche una versione in Asturianu, mentre le versioni in lingua Catalana e Spagnola vengono stampate da *Ellago*.

domenica 16 marzo 2008

V.P.

Avevo Raccontato,
Raccontai,
Raccontavo e
Talvolta
Racconto


Per primo vorrei desiderarvi delle buone vacanze di Pasqua e ci vediamo il prossimo mese d'Aprile; E per non lasciare del tutto il nostro inserimento della lingua italiana mi raccomando, dunque, di fare qualche dettato di fiabe come quella di *Nonsò* dello scrittore e poeta Guido Gozzano.

Buon lavoro!

venerdì 14 marzo 2008

Lì dove nasce il giallo

Era il 20 dicembre 1940 mentre vari operai in un fondo(gz.:Leira) della *Veiga de las Silgadas* parrocchia questa di *Caldas de Reis* facevano dei bucchi dove conficcare i pali per il sostegno delle viti quando si trovarono per caso di fronte ad un tesoro, cioè, un groviglio di cerchi, che al primo colpo credevano che erano dei pezzi in rame o bronzo, perciò dicevano in modo scherzoso agli altri compagni "Venite qua! nasce oro", poi fecero vari scavi trovandocene 27 chili di braccialetti e tre vasi, ma continuarono lavorando finché finisse la giornata senza badarne quando si accorsero che tutto quello era Oro fu allora quando bisognava spartire il bottino tra tutti dopo d'aversi giurati di stare zitti e di non svelare il segreto; I braccianti, dunque, cominciarono a svendere il tesoro per tutta la provincia e due di quei si recarono anche a Vilagarcia provando di venderne ad un gioielliere e ad un protesista dentale poichè a quell'epoca la dentatura finta si faceva in oro.
Il caso finì alla fine davanti alla Guardia Civile dopo di che alcuni di questi signori che erano in disaccordo sulla ripartizione fatta le riferirono tutto, la *benemerita* quindi riuscì recuperarne soltanto 15 chili d'oro prima che finessero sciolti nel crogiolo.

Oggi tutto questo tesoro precristiano uno dei più importanti d'Europa che risale all'età del bronzo tra III-II secolo a.c. e si crede che appartenesse a un magazzino tribale a riparo dall'invasioni, ancora solleva enigme e fascini lì dove *nasce l'oro*; Lo si può ammirare in una teca presso il Museo di Pontevedra ed è composto da 28 braccialetti, due brocche, due vasi, una collanna, un monile, un pettine o forcella, tre lingotti, e vari maglie e cerchi.