giovedì 28 febbraio 2008

Pieghevole (leaflet) II: Cambados

Nel medioevo Cambados fu il primo luogo a difesa della Ria dagli attacchi continui perpetrati dai vichinghi e rimanendo tra noi come testimonio sull'isolotto delle Figueiras è La torreta di San Sadurniño, perciò il villaggio ricevette nel 1170 il titolo di * Moi Leal Vila* dal Re Fernando II, la troviamo in mezzo se facciamo una passegiata dal mullino a marea *Da seca* lungo la costa sino alla marimma di Castrelo.
A Cambados nacque il geniale poeta Ramón Cabanillas, simbolo della letteratura galiziana del XX secolo. La enogastronomia attorno Cambados è molta apprezzata, dalle prelibatezze marinaresche fino al vino albariño che viene esaltato, entro agosto, alla sua festa dichiarata di interesse turistico nazionale; L'Albariño considerato uno dei migliori bianchi di europa è stato introdotto nella comarca nel XII secolo mediante vitigni portati dalla regione tedesca di Renania.
Tra altre feste e sagre che si celebrano a Cambados sono: Il corteo marittimo della madonna Carmen; Il pellegrinaggio a San Bieito di Ferfiñas (entro luglio); La sagra alla Virxe da Pastora.
Del XVII secolo c'é numerosi *Pazos* come la Casa dos Faxardos: Santo Tomé do mar; Il Parador Nacional de Turismo do Albariño; Il Pazo d'Ulloa del XV, o Il Ospidale reale del XVI.

martedì 26 febbraio 2008

Pieghevole (leaflet) I : Casa do Patrón

A Codeseda nella parrocchia lalinense di Doade, si trova uno dei musei etnografici più forniti di Galizia *La Casa do Patrón* composto da tre edifici con 12 sale d'esposizioni dedicate ad esporre ogni tipo di attrezzi, piú di 1800 pezzi, usati dai diversi mestieri tradizionali di Galizia, dai telai per elaborare il lino, sino le incudini del calzolaio o zoccolaio, le macine del mugnaio, gli arnese dell'affilatore che ancora oggi gira per i paesi prestando i suoi servizi, gli attrezzi del segatore,ecc.
Questa casa è intorno alla natura dove si impartiscono delle lezioni dal vivo perché gli adulti e i bimbi imparino le nostrane usanze e uffici, altresì preparare il pane nel forno a legna nel modo tradizionale ed assaggiare il vino del paese dalle antiche torchiature, prima d'andarsene a fare una gita attorno seguendo un itinerario che vi porterà a guardare i querceti e pinete accanto il fiume Deza con i suoi mullini dai quattro Castros: Doade, Soutolongo, A xesta e Vilanova.

domenica 24 febbraio 2008

Rosalia a Vilagarcia

Oggi si commemora il 171 anniversario della nascità dell'antesignano del risorgimento letterario Galiziano: La poetessa Rosalía de Castro, nacque a Santiago de Compostela nel 1837 e morì a Padrón nel 1885, perciò quasi tutte le biblioteche di Galizia allestiscono delle giornate da approcciare la vita e opera di Rosalia alla gente che vuole saperne di più e anche leggere la raccolta delle sue opere in un unico spazio, per farlo,durante tutta la prossima settimana possiate avvicinarvi alla *Biblioteca Rosalia de Castro* a Vilagarcia de Arousa



p.s. In bocca al lupo

venerdì 22 febbraio 2008

Galizia e Cuba

La Galizità in Cuba, se si puó chimarla così, oppure il rapporto tra Galizia e Cuba non è soltanto il vincolo parentale galiziano dell'ormai congedato Generale Fidel Castro, anzi in questi giorni si celebra all'Avana la XVII Fiera Internazionale del Libro dell'Habana in cui la Galizia è il paese invitata, niente di straneo perché Galizia da sempre ha avuto uno stretto rapporto letterario con Cuba, difatto c'è l'ILL che ha oltre 500 mila libri in lingua galiziana sui loro scaffali ed è ancora oggi il paese oltre Galizia che pubblica libri in galiziano ; All'Avana fu dove l'inno di Galizia si creò nel 1907.
Ma le vicende tra ambedue paesi cominciò nel 1508 dallo esploratore e navigante noiese(di Noia) Sebastián de Ocampo.
"È un'isola grande e ubertosa dove la gente è accogliente e pacifica"
Con queste parole De Ocampo definì per la prima volta Cuba e passò alla storia per essere il primo a circumnavigarla, 15 anni dopo la scoperta.
Questa impresa sorse d'una disputa tra Colombo sostenitore che Cuba era entroterra e il cartografo Juan de la Cosa che invece assicurava senza dubbi che era un'isola, ma politicamente l'impresa sorse perché all'Isola *La Española* (Santo Domingo) incalzava una crisi con i nativi, quindi bisognava espandersi ad altri territori; Per questi motivi il governatore della Española decise di incaricare De Ocampo se quelle terre fossero conquistabili.
Allora De Ocampo ricavò marinai, equipaggi e provviste da ripartirne su due imbarcazioni e partì così in un viaggio lungo la costa settentrionale dell'isola, e dopo sostare sulla baia dell'Avana e svoltare nel capo di San Antonio per navigare dall'altra sponda, dirimette che quel territorio è abbracciato dal mare, questa spedizione ci volle otto mesi e De Ocampo fece scali lungo Cuba per testare la facilità con cui l'isola potesse essere conquistata trovandola in un bello e spazioso porto chiamato Carenas o Jaguar per gli indigeni, oggi Cienfuegos, dove De Ocampo, secondo il diario di bordo, ebbe ossequiato da distinte prelibatezze come le pernici.
Due anni dopo nel 1510 De Ocampo accompagnò Diego Velázquez in un'operazione di colonizzazione nell'isola.
Oggi gli si rende omaggio con la barca antiinquinamento del *Servizio de Gardacostas de Galizia* targata col suo nome.

mercoledì 20 febbraio 2008

La casa delle colombe

Colombaia al monastero di Lourenzá simile a quello al monastero di Samos
Dell'architettura etnografica galiziana non può mancare la colombaia (gz.pombal) semplice struttura dove le colombe stanno a ridosso, secondo l'ampio studio *Os pombais galegos* a cura di Clodio González Peréz, sono il 72% a pianta circolare, il 14% rettangolare, il 4% a pianta ottagonale e il resto un 9% sono uniche o rare.
Oltre ad essere una tipologia non generalizzata, oggi non la si dà l'importanza che merita e in molte sono spopolate e in rovina.
In Galizia non c'è pazo, monastero o rettorato importante che non abbia una colombaia, quindi sono costruzioni speciali che dipendevano della ricchezza dei patroni, perché anticamente i piccioni erano molto valorati nella cucina, cioé non si badava a spese sull'allivamento delle colombe, difatto in Francia il diritto a possedere una colombaia fu abolito con la rivoluzione del 1789 come simbolo d'abbonzanza.
Purtroppo in Galizia i referimenti di queste costruzioni che risalgono a metà del 700 sono scarsi o imprecisi talmente che oggi non possiamo paragonarne con quelle del medioevo:
La prima rappresentazione grafica che si sa appare sulla cantica di Santa Maria di Alfonso X Il Saggio presso la biblioteca del Escorial

lunedì 18 febbraio 2008

Sale, Salina, O Salnés, Giacimento Salifero...

Tra gli studi ambientali che sta per realizzare la Direzione Generale di Coste (organo statale dipendente dal Ministero d'Ambiente) in Galizia si trova quegli sulla pista pedonale e ciclabile lungo la costa tra Bamio e Vilaxoán, due parrocchie confine del Comune di Vilagarcia, il tratto tra Bamio e Carril sará completamente nuovo, mentre tra quest'ultima parrocchia e Vilaxoàn mancano due tratti da progettare; Questo progetto è dentro d'un altro megaprogetto che vuole unire mediante un sendiero costiero di circa 100Chm. la foce dell'Umia a Pontecesures e O grove ideato molt'anni fa, ma che il suo sviluppo è soggeto all'accettazioni d'ognuno dei comuni per dove dovrá scorre, il cui grado d'adempimento è ancora scarso tranne il recente innaugurato tratto fluviale tra Catoira e Pontecesures ed altri piccoli tratti senza alcuna continuità, forse nel futuro il tratto Bamio-Catoira sarà realizzato sul binario dimesso della linea ferroviaria Carril-Santiago giàcché l'AVE non l'approfittará.
La riluttanza da parte della DGC su questo progetto non è vana perché vuole, oltre a vegliare l'ecosistema costiero, catalogare tutto quello che gli capita senza lasciare un brutto impatto ambientale irreversibile contro per esempio sulla salina all'insenatura di O rial un gran tesoro storico poco conosciuto, ma che identifica O Salnés all'antica estrazione della sale sul bacino arosano, difatto non è ancora catalogata dalla Direzione Xeral di Patrimonio Culturale della Xunta, ma sì c'è un elaborato dossier fatto dal Museo del Mare di Vigo previo alla costruzione d'una vicina rotatoria che dà accesso alla VRG-4.3.
Di questo giacimento salifero sono ancora visibili, a bassa marea, la diga e i muri dell'impianto che ritengono un buon stato tale di svilupparsi un progetto di ricupero simile a quello della marimma e salina dell'Ulló a Vilaboa, dove la DGC ha stanziato €1.4milloni, o le saline della foce del Lagares a Vigo che sono i due impianti di quell'epoca che rimangono ancora in Galizia, purtroppo la smania urbanistica e gl'anni hanno nascosto l'eventuale rampa e la salaia a O rial; Queste strutture risalgono al XVI o XVII secolo quando le antiche saline medievali furono riassettate, forse sopra altre precedenti, perché la produzione di sale nella comarca data dell'epoca dell'impero romano, i primi riferimenti alla presenza di questa attività ci riferisce l'archivio parrocchiale di *San Martiño di Dumio* vescovo svevo che nel VI secolo sistemò il regno svevo di Galizia a parrocchie oppure le croniche del benedettino *San Cibrán di Càlago* la cui diocesi controllava diverse impianti del genere nella comarca.
Insomma l'estrazione del sale in Galizia era fondamentale ed aveva un intimo rapporto con le ricorse ettiche del paese, soprattutto quando il commercio tra Aveiro, Portogallo o le regioni più meridionali in certi momenti era interrotto.

sabato 16 febbraio 2008

La guerra dei vessilli

Stemma di Meaño
Mentre sono in molti i comuni Spagnoli immersi nei grattacapi sulla obbligatorietà di appendere o non le bandiere ai pali, ch'è doveroso secondo le leggi, in Galizia invece siamo alle prese con un'altra febbre di bandiere, quella di adeguare le insegne comunali alle nueve norme araldiche e in altri casi inventarne, secondo le prassi dettate dalla Commissione d'araldica della Xunta con cui renderle ufficiali.
Già vi ho raccontato delle insegne dell'Isola di Arousa su un altro post, ma nell'attualità ci sono soltanto 46 comuni galiziani che (ricordate che Galizia è la regione con il maggior numero di comuni: 315) hanno l'insegne ufficiali raificate dal consiglio autonomico e oltre 26 comuni sono in trattative.
La provincia di Pontevedra invece pare di non soffrire questa febbre perché solo 7 comuni sono già immuni a queste modificazioni, ma sulla lista di attesa ce ne sono grandi comuni come Vilagarcia, O grove, Ribeira o Tui, e anche spunta il fatto che le grandi città come Santiago, Vigo o Ferrol non hanno ancora ufficializzato le loro bandiere comunali da appendere sul loggiato del municipio.
L'11 di questo mese il comune di Meaño ha approvato, a maggioranza semplice secondo marca la legge, le nueve insegne comunali: Stemma e Bandiera.
Lo Stemma ha, in centro su uno sfondo bianco, un pino germogliato da 10 pigne che rappresenta secondo la leggenda l'albero che i marinai badavano quando lavoravano sulla Ria, affiancato da due mazzi di tralci e pampini di vite per indicare che Meaño è terra di viticoltori di vino Albariño ed eccellenti cantine ,e in basso ha dell'onde per accennare che c'è anche una piccola costa, il tutto è incoronato come tutti i blasoni del regno di spagna.
La bandiera invece è bicolore col pino in centro accorda secondo le norme allo stemma