martedì 28 ottobre 2008

Catasós, una scampagnata


Negli intorni boschivi di Lalín che servirono proprio a ispirazione della scrittrice Emilia Pardo Bazán nel suo romanzo "Los pazos de Ulloa" si trova la *Fraga de Catasós* nella parrocchia di Santiago de Catasós, dichiarata monumento naturale nel 2002, è un ammasso boschivo da 4,5 ettari incastrato tra monti ondeggianti e affollato di quercie e dei castagni che possono raggiungere i 3o metri e 5 metri di diametro considerati gli esemplari più alti dell'europa. Questo folto ecosistema di oltre 200 anni d'età in cui convivono licheni, muschi, insetti e uccelli da affiatare insieme un ventaglio di colori e suoni che prende il suo massimo splendore ad autunno lasciandoci una falda ocre di foglie stecchite per cui trascorrono diversi sentieri, ce ne uno che collega il rigoglioso bosco col Pazo de Quiroga scenario del suddetto romanzo, è veramente un giardino botanico dove si può gridare un evviva per la natura. Vicino di lì si trovano inoltre dei reperti archeologici come un castro e dolmen, così come il Pazo de Donfreán del secolo XVIII appoggiato su una vedetta da dove si guardano altre due parrocchie (gz.:freguesias) Donsión e Donramiro dove anticamente ci furono castelli e pazos appartenuti, secondo la leggenda, a tre nobili (gz.:fidalgos) che si spartirono tra loro queste terre.

domenica 26 ottobre 2008

Pieghevoli(Leaflet) XXIII: Museo Ramón María Aller

A Lalín (PO) si trova il museo dedicato al sacerdote e astronomo Ramón Mª Aller Ulloa proprio quel che ha un cratere della luna a nome suo, nato a questo paese in 1878, il museo è l'antica residenza del XIX secolo dell'illustre personaggio in cui lui installò il primo osservatorio astronomico della Galizia, quindi i fondi museali sono gli strumenti impiegati nei suoi compiti dal scientifico insieme ai diversi documenti, libri e fotografie esposti in vetrine.
Il museo da 2 piani innaugurato nel 1989 condivide anche lo spazio museale con un altro famoso paesano Joaquín Loriga y Taboada uno dei pionieri dell'aviazione spagnola e il primo in adoperare l'autogiro inventato dall'ingegnere Juan de la Cierva, ma il museo espone anche 37 dipinti d'un altro figlio di lalín Laxeiro con cui si può ammirare la sua evoluzione artistica.

venerdì 24 ottobre 2008

L'eroina della giustizia sociale

La sua inquietudine nei confronti degli assunti sociali e la carità fa confusione se ammirarla per la sua produzione letteraria, ma non lascia dubbi che questa donna Concepción Arenal avvocatessa penalista, scrittrice, sociologa e giornalista fu una delle menti più brillante del XIX secolo.
Sebbene visse una vita affascinante era piena di stenti e sciagure oltre ad aver vissuto tempi convulsi: il regno di Isabel II, La I reppublica, le guerre Carlistas e il ripristino di Alfonso XII. Nata a Ferrol in 1820, a 9 anni suo genitore militare di pensiero liberale venne imprigionato e morì 2 anni dopo, poi senza risorse economiche lei, sua madre e sorellina si traslocarono a Madrid. In 1841, dopo la morte di sua madre, decise di studiare diritto carriera questa vietata alle donne fino al 1910, comunque prese la decisione e frequenta le lezioni come ascoltatrice presso la facoltà di diritto dell'Università Centrale travestita in abito virile indossando redingote e cappello a cilindro così non lasciò sfuggire qualsiasi sagoma femminile soltanto la tenerezza della sua sacra coscienza, presto prese il motto del "giovanotto misterioso".
In 1848 sposò l'avvocato e scrittore Fernando García Carrasco ambedue cominciarono a collaborare col giornale "La Iberia" di lì a poco la Arenal pubblicò il suo primo libro: "Fábulas y Romances", ma la felicità non le raggiunse ancora, il suo marito morì 9 anni dopo lasciandola con i loro 3 figli. La sua inarrestabile grinta la spinse a continuare il lavoretto firmando gli articoli col nome del suo defunto marito e accettando la metà dello stipendio, ma l'obbligatorietà d'identificare gli autori degli articoli sancita da una nuova norma e dal timore del direttore di riconoscere che la guida editoriale era una donna, la licenziò.
Fu allora quando decise di ritornare alla Galizia e si stabilì a A Coruña, cominciò a scrivere dossier prensentandoli in congressi penitenziari internazionali e le sue tesi di carattere sociologico e giudiziario sono tradotte a varie lingue.
Su diversi articoli di stampa denunciò le pessime condizioni del sistema penitenziario spagnolo e anche i gravissimi difetti funzionali degli ospedali, per questo fu nominata in 1864 visitatrice generale di prigioni, ma anche non badò a inchiostro sulla educazione: " L'educazione che si dà alle ragazze in Spagna è l'arte di perdere il tempo"_scrisse lei.
In 1870 insieme alla corugnesa Juana de la Vega, contessa de Espoz y Mina fondono "La voz de la caridad" una rivista incentrata in temi penitenziari e beneficenzia.
Il 4 Febbraio 1894, questa penalista profondamente cattolica, morì a Vigo con gran omaggio e d'allora non c'è nessuna città della Galizia che non abbia una strada a nome suo.

mercoledì 22 ottobre 2008

Le Gualchiere di Vimianzo


Nel luogo chiamato Mosquetín nella parrocchia di Salto, comune di Vimianzo (C) si ergono sulla riva del fiume Grande do Porto, incastrati in una rigogliosa vegetazione, dei mulini e delle gualchiere o follatrici(follone) (gz.:batáns o folóns), un insieme etnografico tradizionale della *costa da morte*. Di *Os batáns de Mosquetín* non se ne sa la sua antichità, ma un documento del catasto li datano 1753, di recente sono stati restaurati e sono i migliori conservati della zona che hanno delle caratteristiche particolari, stanno dentro un recinto murato a secco e sono 3 i folloni e 3 macinatori le macchine azionate idraulicamente, quando di solito li troviamo isolate accanto i ruscelli della Galizia.
Questi congegni popolari, apparsi già nell'europa medievale, erano utilizzati dai vicini delle comarche di Terra de Soneira e Bergantiños per macinare il loro grano e per fare la follatura ai tessuti di lino(gz.:liño) o di mistolana (gz.:la) che producevano loro, cioè, i martelli o magli(gz.:mazos) pendolari azionati da un albero a camme movimentato grazie all'energia erogata da una ruota a pale spinta dall'acqua canalizzata tramite un sistema di canali, battano e pestano(gz.:mazar) i tessuti inzuppati d'acqua, cosi con questo trattamento si toglie le spigolosità e le impurità, ammorbidendo e conferendo compatezza soprattutto alle coperte da letto tessute in massa nella comarca (vedi qui per saperne di più). Queste follatrici di Mosquetín doverono essere importanti in Spagna perché fino al 1966 non cessò la sua attività.

Ne parlano molti libri, l'ultimo a cura di Xosé Mª Lema Suárez è una breve guida intitolata *Batáns e muiños do Mosquetín(Vimianzo)* edita dal *Seminario de Estudos Comarcais da Costa da Morte* in cui si spiegano la storia, tipologia, meccanica, processi di follatura il tutto arrichito da disegni, mappe e foto oltre ad un capitolo dove si segnalano le distante referenze letterarie in cui i folloni sono presenti, dal libro di Ken Follet I pilastri della Terra (1989) al Don Chisciotte della Mancia (1605) di Cervantes il quale dedica il XX capitolo da 16 pagine ai Batanes invece che le due pagine all'indimenticabile episodio dei mulini a vento.

lunedì 20 ottobre 2008

Audiostorie

Questo è un mio piccolo contributo all'VIII Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, una raccolta di 22 siti da dove ricavare audiostorie per far i nostri dettati ed impararne:

  1. Favole di Jean de La Fontaine da Librox recordings.
  2. Le straordinarie avventure di Fulvia Bianchi: una pecorella smarrita a Venezia una audiostoria da 21 capitoli.
  3. Lettura accessibile: audioracconti brevi dei grandi della letteratura.
  4. AudioFavole a cura di La cartella bella.
  5. Racconti d'Europa una raccolta di fiabe a fumetti animati.
  6. Teatroescuola presenta varie storie audibili.
  7. Qui potete sentire le favole dei fratelli Grimm e leggerne altre.
  8. Storie di Hans Christian Andersen, un sito come il precedente.
  9. Per quelli che amino la poesia c'è Suoni Poetici.
  10. Fiabe a cura dell'associazione culturale La giubba.
  11. Il Narrastorie.it ci porta un sacco e sporta di audiofiabe.
  12. La Radio Emilia-Romagna ha in onda Racconti d'Autore in cui si legge e s'ascolta a puntate brani d'un romanzo.
  13. Il Narratore.com il gran portale degli AudioLibri.
  14. Romanzi scaricabili da ALK libri.
  15. Progetto Babele una rivista letteraria ci permette scaricare alcuni audio.
  16. Gli e-Book di alcuni dei romanzi di Emilio Salgari sono presenti da scaricare libremente in questa Biblioteca Salgariana.
  17. Per gli avventurieri non può mancare Audiolibri Corsari.
  18. Edizioni scolastiche Bruno Mondadori ci porge in audio la sua collana *I Regni e le Città*.
  19. Audioracconti tratti dai libri di Marsilio editori.
  20. Alcuni audioracconti a cura di francescodebenedetto.it
  21. Audiolibri.it ci offri alcuni romanzi.
  22. Dall'erba voglio possiamo seguire le fiabe musicali.

sabato 18 ottobre 2008

Pieghevoli(Leaflet) XXII: Il Parco Archeologico di San Rocco

Su una collina del comune di Riveira affacciata alla Ria de Arousa, c'è il *Parque Periurbano de San Roque* dove si ricreano tutto quello che lasciarono per terra i nostri antenati: un abitato castreño, dolmen e petroglifi, ma ci sono altri elementi etnografici propri della galizia come colombaia e granaio, abbinando così storia e ozio. In questo museo tematico all'aperto da 175mila mq circondato da una folta boscaglia di pini e quercie intaccata da sentieri si esibisce la replica del famoso dolmen di Axeitos un monumento funebre che si trova nella parrocchia di Oleiros, qui si è anche allestito un villaggio prerromano, c'è un meraviglioso belvedere sulla Ria e il centro d'interpretazione da dove partono sentieri per far visita ai diversi giacimenti superstiti nella comarca di Barbanza nonostante i mille d'anni d'erosione ad esempio il petroglifico *A pedra das cabras*, inoltre vicino da qui si trova il belvedere della *Pedra da Rá* con magnifiche vedute sul Parco Naturale di Corrubedo.

giovedì 16 ottobre 2008

Un GPS cartaceo ancora vigente

Al Pantheon dei Galiziani Illustri presso la chiesa di San Domingos de Bonaval stanno seppelliti non solo famosi scrittori e personaggi della Cultura Galiziana: Castelao o Rosalía, ma anche uomini delle scienze come Domingo Fontán Rodríguez che fu un gran matematico e geografo ricordato in tutta la Spagna per essere l'autore della prima mappa mai realizzata nella penisola iberica con rigore scientifico la "Carta Xeométrica de Galicia" stampata a Parigi nel 1845.
Precisamente al *Colexio de Fonseca* a Santiago di Compostella fino al 23 novembre si tiene una mostra su quest'uomo nato a Portadeconde, comune di Portas(PO) nel 1788, intitolata "Innovación e Territorio. O legado de Fontán ao século XXI"(vedi video) allestito in gran parte grazie alla *Fundación Fontán* creata dai suoi discendenti. La esposizione è assettata in due contenuti: il primo, alla capella del coleggio, presentasi il contesto storico e sociale in cui visse il Fontàn insieme agli episodi della sua vita e della sua traiettoria tanto nel campo scientifico quanto nella docenza e politico.
Il secondo tema esposto presso il Salón Artesoado, è il più eccezionale dove si esibisce per la prima volta la sua mappa di 175 anni insieme all'immagini satellitare odierne riprese alla stessa scala, evidenziando così la ottima accuratezza della mappa cartacea, inoltre ce ne mostrano il processo d'elaborazione e revisione della mappa tra i venti anni d'impegno, la mappa è stata appunto una impresa rivoluzionaria nella cartografia spagnola ed europea d'allora perché oltre l'affascinante lavoro di campo da lui svolto, adopera metodi matematici di triangolazione fin allora impiegati solo nelle cartografie nautiche.
Fontán stava convinto che un paese senza una buona mappa non poteva svilupparsi, cioè, senza essa non ci potrebbero tracciare strade, ferrovie neppure strutturare il suo territorio, con questa pretesa incominciò a disegnare la mappa con la quale la Galizia si guidò fino alla seconda repubblica. Fontán prese, dunque, dalla *Torre da Berenguela* della Cattedrale di Santiago il vertice del primo triangolo e da qui camminò per tutta la Galizia durante 17 anni: dal 1817 al 1834, salì su ognuna delle montagne per prendere mesure bariche, discese per tutte gli spartiacque e visitò ogni villaggio e irregolarità del terreno non solo della Galizia, ma i territori prossimi Asturias, León, Zamora e Portogallo referenze indispensabili da disegnare infrastrutture di collegamento con la montusa Galizia. La mappa cartacea, si può ancora dire che vigente, rappresenta una vera sorgente storica della toponomastica galiziana in cui si raccolgono oltre 6mila toponimi e 3.800 nomi di parrocchie.
Finita la mappa e presentata alla corte, però la sua pubblicazione fu anche un tanto complicata perché oltre le limitazioni tecniche d'allora in Spagna non si trovava un fidato stampatore e con esperienza in grado di riprodurla, questo fatto costrinse Fontán a recarsi a Parigi dove lavora insiemme a L. Bouffard uno dei migliore tipografi dell'epoca. Finalmente nel 1845 i galiziani poterono vedere la globalità del nostro territorio riprodotta su una carta.