lunedì 12 maggio 2008

Gli ultimi Calcinai

Questo fine di settimana è stato presentato un documentario (vedi trailer) di gran valore etnografico sul mestiere di fare la calce, un omaggio alla vita unica degli suoi addetti: i Calcinai(gz.:caleiros) girato l'estate scorsa durante la festa *Festa da Cal* fatta per ricordare questo lavoro, in disuso dagli anni 60, dai vicini della parrocchia di Masma nel comune di Mondoñedo(LU), intitolato *Cal viva Cal morta. A derradeira festa* una zona dove ancora rimangono in piedi 6 dei 12 fornaci che c'erano, adoperati per ricavare la calce viva che serviva a calcina e intonaco usati nelle costruzioni edilizie, a disinfettante delle stalle o dell'acque ovvero a cocime o fertilizzante nei campi con cui diminuire l'acidità del suolo. Il mestiero del calcinaio si tramando in generazioni da deceni d'anni, tonnelate di calce furono trasportate dai carri per tutte le comarche vicine e arrivando incluso alle città grandi come A Coruña, tutto un indotto intorno alla calce perché il calcinatoio(gz.:caleira) alti di forma tonda e murati da una grossa parete di lastre di granito bissognava essere caricato da oltre 80 tonnellate di roccia calcarea per ottenere 35 di calce in ogni fornaciata di durata tre giorni ad una temperatura che raggiungeva mile gradi. Questo lavoro si realizzava da febbraio a settembre dallo scavo e il trasporto delle roccie dalle miniere alla raccolta del toxo ottimo per attizzare il fuoco che produrre una forte fiamma azzurrognola capace di slegare la roccia in ossido di calcio, messa in una cavità alta 1 metro sotto la base della fonace e tutto sorvegliato dall'attizzatore che aveva anche l'impegno di sistemare le roccie più solide al centro della volta mentre quelle piú docili erano accastatate contro i muri.



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